abbozzo

s.m.

1.  prima forma o stesura incompleta di un lavoro, di uno scritto, di un'opera d'arte | abbozzo di legge , stesura sommaria di una proposta di legge

2.  accenno, tentativo: un abbozzo di saluto

3.  abbozzo embrionale , (biol.) formazione cellulare da cui successivamente si sviluppano e si differenziano gli organi

4.  (edil.) primo intonaco, non lisciato, che si stende su un muro.

abbozzolarsi

v. rifl. [io mi abbòzzolo ecc.] (1) rinchiudersi nel bozzolo (detto dei bachi da seta) (2) agglomerarsi (detto di farina quando si mette nell'acqua o in altri liquidi). 

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abbozzata

s.f. abbozzo rapido. 

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radichetta

s.f. abbozzo della radice nella piantina giovane. 

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pronefro

s.m. (biol.) abbozzo embrionale del rene che compare nello sviluppo dei vertebrati. 

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polimastia

s.f. (med.) spec. nella donna, anomalia congenita consistente nella presenza, in prossimità delle mammelle normali, di una o più mammelle soprannumerarie, allo stato di abbozzo o anche completamente sviluppate; è detta anche ipermastia.  

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abbozzare

v. tr. [io abbòzzo ecc.] (1) fare un abbozzo; dare una prima forma approssimativa a un'opera: abbozzare un disegno , un racconto  (2) tentare di esprimere; formulare a grandi linee: abbozzare una risposta , un'idea | accennare appena: abbozzare un saluto , un sorriso.  

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abbozzamento

s.m. (non com.) il modo in cui si abbozza; abbozzo. 

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abbozzare

v. intr. [io abbòzzo ecc. ; aus. avere] (fam.) subire con pazienza, senza reagire, qualcosa di sgradevole o ingiusto: non gli rimase che abbozzare.  

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abbozzare

v. tr. [io abbòzzo ecc.] (mar. , aer.) trattenere con una legatura provvisoria un cavo o una catena. 

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abbozzatura

s.f. (rar.) abbozzamento. 

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