ablativo

(1)

agg. e s.m. (gramm.) si dice del sesto caso della declinazione latina, che indica il luogo in cui o da cui avviene l'azione, lo strumento o il modo dell'azione, la causa ecc.; la denominazione è stata estesa anche ai casi di altre lingue indoeuropee: ablativo di causa , di origine , di tempo , di luogo , di agente , di causa efficiente | ablativo assoluto , costrutto del latino con valore analogo a quello di alcune proposizioni subordinate (causali-temporali, ipotetiche, concessive); si dice «assoluto» perché è «sciolto» da legami sintattici diretti con la reggente.

ablativo (2)

agg. (geol.) proprio dell'ablazione, che produce o subisce ablazione | materiali ablativi , in astronautica, quelli che vengono usati come rivestimento dei veicoli spaziali allo scopo di dissipare calore al rientro nell'atmosfera.

ablatore

agg. (geol.) si dice del bacino che costituisce la parte inferiore del ghiacciaio s.m. (med.) strumento usato dal dentista per asportare il tartaro dai denti. 

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ablatorio

(dir.) si dice di provvedimento che comporta un trasferimento coattivo di beni. 

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