arsi

s.f.

1.  nella metrica greca, il tempo debole del piede; nella latina, il tempo forte, su cui cade l'ictus; nella metrica moderna, l'accento ritmico

2.  (mus.) nella scansione ritmica, il tempo privo d'accento, ovvero debole, detto anche 'in levare'.

ardere

v. tr. [pass. rem. io arsi , tu ardésti ecc. ; part. pass. arso] (1) bruciare, consumare col fuoco: un bosco arso dalle fiamme  (2) (estens.) inaridire, seccare: il sole ardeva la campagna  (3) (fig.) infiammare di passione: lo ardeva un desiderio di rivalsa | v. intr. [aus. essere] (4) essere acceso, essere in fiamme; bruciare: la legna arde  (5) (estens.) essere molto caldo; inaridirsi, disseccarsi: la campagna ardeva sotto il sole ' ardere dalla...

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arso

part. pass. di ardere agg. bruciato; inaridito, secco, riarso: un volto arso (dal sole) § arsamente avv.  

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arsiccio

agg. [pl. f. -ce] (lett.) bruciacchiato, riarso; secco, inaridito: arsicci labbri anelanti (d'annunzio) § arsicciamente avv.  

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arsina

s.f. (chim.) idrogeno arsenicale, gassoso, assai tossico, di odore sgradevole, usato per la preparazione di composti organici arsenicali e di aggressivi chimici. 

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arsione

s.f.  (1) (lett.) il senso di aridità che si avverte in gola per effetto della sete, della febbre; arsura (2) (ant.) incendio. 

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