calare

v. tr.

1.  far scendere, di solito lentamente: calare un secchio nel pozzo ; calare le reti , metterle in acqua per la pesca; calare le vele , ammainarle | abbassare: calare il cappello sugli occhi ; calare i prezzi

2.  nei lavori a maglia, diminuire il numero delle maglie

3.  nei giochi di carte, gettare la propria carta in tavola senza far presa; (fam.) aprire il gioco | v. intr. [aus. essere]

4.  scendere gradatamente, portarsi verso il basso: le greggi calano al piano | penetrare in un territorio invadendolo, spec. dal nord o dalle montagne (anche scherz.): i barbari calarono in italia ; d'estate schiere di turisti calano nel nostro paese

5.  diminuire di peso, volume, lunghezza, livello, intensità, durata ecc.: è calato di cinque chili in un mese ; la febbre continua a calare ; gli è calata la voce | diminuire di prezzo: l'oro sta calando | (fig.) decadere: calare nella stima altrui | calare di tono , (fig.) diminuire di valore, di tensione: verso la fine il racconto cala di tono

6.  sopraggiungere lentamente; scendere: è calata la sera ; calano le tenebre | scendere sull'orizzonte, declinare, tramontare (detto di corpi celesti e spec. del sole)

7.  (mus.) emettere suoni più bassi del dovuto | calarsi v. rifl. scendere, per lo più procedendo con lentezza e usando punti d'appoggio (anche fig.): calarsi dalla finestra con una corda, calarsi in una parte.

febbrifugo

agg. e s.m. [pl. m. -ghi] (med.) si dice di rimedio che fa calare la febbre; antipiretico. 

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alabbasso

s.m. (mar.) denominazione generica di cavi che servono ad abbassare le vele o a calare bandiere, segnali ecc. 

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passafieno

s.m. invar. sorta di botola che mette in comunicazione il fienile con la stalla e permette di calare il fieno nella mangiatoia. 

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decrescere

v. intr. [coniugato come crescere ; aus. essere] diminuire, calare (di livello, volume, quantità ecc.): il livello dell'acqua non accenna a decrescere.  

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cala

s.f. insenatura poco profonda, adatta per l'approdo e l'ormeggio di piccole imbarcazioni; calanca. 

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cala

s.f. (mar.) locale situato nelle parti più basse della nave, usato come magazzino. 

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calabrache

s.m. invar.  (1) [anche f.] (pop.) persona remissiva e pavida, sempre pronta a cedere (2) gioco di carte in cui vince chi riesce a raccoglierne il maggior numero. 

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calabrese

agg. della calabria | cappello alla calabrese , cappello con calotta appuntita e bordure di cuoio alla tesa s.m.  (1) [anche f.] chi è nato o abita in calabria (2) il dialetto parlato in calabria. 

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calabresella

s.f. gioco di carte simile al tressette, ma che si gioca in tre; è detto anche terziglio.  

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calabro

agg.  (1) (lett.) calabrese: appennino calabro  (2) che riguarda un'antica popolazione messapica stanziata nella penisola salentina s.m. [f. -a] chi faceva parte della popolazione calabra. 

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calabro-

primo elemento che in parole composte fa riferimento alla calabria o ai suoi abitanti (calabro-siculo , calabro-lucano). 

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calabrone

s.m.  (1) grosso insetto simile alla vespa, di colore rosso bruno con l'addome variegato di giallo; la femmina è fornita di pungiglione la cui puntura è dolorosissima (ord. imenotteri) (2) (fam.) corteggiatore importuno | persona molesta. 

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calabrosa

s.f. (sett.) formazione di ghiaccio granulosa e traslucida, dovuta al rapido congelamento delle gocce d'acqua che si trovano nella nebbia in condizioni di sopraffusione. 

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caladio

s.m. (bot.) genere di piante erbacee originarie dell'america tropicale, coltivate in serra per la bellezza delle foglie appuntite e screziate (fam. aracee). 

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