dado

s.m.

1.  cubetto recante su ciascuna delle facce un numero dall'uno al sei, segnato per mezzo di punti; si usa, per lo più in coppia, in vari giochi d'azzardo: giocare a dadi ; tirare i dadi , lanciarli per fare una giocata | prov. : il dado è tratto , si dice di cosa o impresa incominciata e dalla quale non è più possibile tirarsi indietro. dim. dadino accr. dadone

2.  (estens.) qualsiasi oggetto a forma di piccolo cubo: tagliare la carne , il prosciutto a dadi | (gastr.) cubetto o tavoletta di estratto di carne, vegetali e spezie usato per insaporire brodi, minestre, sughi: brodo di dadi

3.  (archeol.) blocco di pietra che serve da base alla colonna; piedistallo di una statua

4.  (tecn.) piccolo prisma a sezione esagonale o quadrata munito di un foro filettato che si accoppia con una vite per costituire un bullone

5.  in alpinismo, lo stesso che blocchetto.

dada

s.m. invar. dadaismo agg. invar. del dadaismo, che segue il dadaismo: pittore dada.  

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dadaismo

s.m. movimento artistico e letterario d'avanguardia sorto a zurigo nel 1916 a opera del poeta e critico di origine romena tristan tzara (1896-1963), e diffusosi poi in vari paesi europei e negli stati uniti; dissacrando con l'ironia e la parodia il linguaggio e la razionalità tradizionali, propugnava la semplicità e l'assoluta libertà d'espressione. 

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dadaista

s.m. e f. [pl. -sti] seguace del dadaismo | usato anche come agg. : movimento dadaista.  

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dadaistico

agg. [pl. m. -ci] del dadaismo o dei dadaisti. 

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daddolo

s.m. (tosc.) smorfia, smanceria, moina. 

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daddovero

rar. da dovero, avv. (ant. , lett.) davvero, sul serio. 

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dadoforo

s.m. nell'arte greca e romana, ciascuna delle due figure di giovani con in mano una fiaccola, che l'uno tiene alzata e l'altro abbassata. 

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dadolata

s.f. insieme di dadini di pane, legumi ecc. usati come guarnizione per minestre. 

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