dea

s.f.

1.  divinità femminile: la dea minerva | (estens.) personificazione allegorica di un valore, una virtù e sim.: la dea ragione

2.  (fig.) donna bellissima o di qualità straordinarie | (lett.) la donna amata.

deadsorbimento

s.m. (chim. fis.) fenomeno per cui un componente adsorbito da un solido si libera da questo per riscaldamento o per altra causa. 

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deaerare

v. tr. [io deàero ecc.] (tecn.) eliminare da un liquido, mediante ebollizione, l'aria che vi è disciolta. 

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deaerazione

s.f. (tecn.) eliminazione mediante ebollizione dell'aria disciolta in un liquido. 

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deafferentazione

s.f. (med.) soppressione degli impulsi trasmessi dai nervi afferenti. 

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deaggettivale

agg. (gramm.) si dice di verbo, sostantivo o aggettivo derivati da un aggettivo (p. e. annerire da nero , bravura da bravo , verdastro da verde). 

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dealbato

agg. (lett.) imbiancato, bianco. 

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dealer

s.m. invar. (fin.) chi opera in titoli sia svolgendo attività di intermediazione finanziaria, sia acquistando in proprio valori mobiliari per poi ricollocarli presso la clientela. 

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dealfabetizzazione

s.f. perdita della capacità di leggere e scrivere da parte di chi, pur avendo un tempo imparato, non ha più praticato negli anni la lettura e la scrittura. 

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deambulante

part. pres. di deambulare agg. e s.m. e f. nella loc. non deambulante , si dice di persona le cui capacità motorie sono ridotte. 

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deambulare

v. intr. [io deàmbulo ecc. ; aus. avere] (lett.) camminare, passeggiare. 

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