e

(1)

s.f. e m. invar. quinta lettera dell'alfabeto, che rappresenta una vocale palatale di pronuncia semiaperta (èrba) o semichiusa (mése) | e come empoli , nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. e , sigla automobilistica della spagna) e abbreviazioni (p. e. s.e. , sua eccellenza o sua eminenza; e. , per nomi propri di persona come emma, emilio) | e , (fis.) simbolo dell'elettrone | e , (geog.) sta per est : ne , nord-est; se , sud-est | e , nella logica scolastica, simbolo della proposizione universale negativa.

e (2)

cong. (davanti a parola che incomincia con e- si ha nell'uso scritto normalmente ed, variante eufonica che si può incontrare, ma meno com., anche davanti alle altre vocali; ant. et davanti a vocale)

1.  coordina più elementi della stessa natura grammaticale all'interno di una proposizione, o più proposizioni dello stesso tipo: buono e bello ; io e voi ; carlo e lucia sono partiti ; salutò e uscì | quando i membri da collegare sono tre o più, si usa com. solo davanti all'ultimo: bianco, rosso e verde ; ma nel polisindeto con valore espressivo si ripete ogni volta: dov'è la forza antica, / dove l'armi e il valore e la costanza? (leopardi all'italia 28-29) | preceduto da tutti , tutte e seguito da un numerale ha valore pleonastico: tutt'e due ; tutt'e tre | con valore rafforzativo: bell'e fatto ; bell'e andato | nell'uso lett. o pop. toscano si fonde con l'articolo m. pl. i dando luogo a una forma contratta che si rende con la grafia e ': era la guerra tra genovesi e' viniziani (sacchetti)

2.  con valore enfatico o esortativo: e vieni! ; e sta' zitto!

3.  con valore avversativo: doveva venire e non è venuto

4.  nell'uso antico può avere lo stesso sign. di anche : e ciò che fa la prima, e l'altre fanno (dante purg. iii, 82)

5.  nell'addizione di due o più numeri, si può usare in luogo di più : tre e due cinque.

e'

vedi ei

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e'

vedi i 2. 

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e-

vedi es-

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e-mail

s.f. invar. posta elettronica. 

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eau de toilette

loc. sost. f. invar. soluzione profumata da toletta, lievemente alcolica. 

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ebanista

s.m. e f. [pl. m. -sti] artigiano che fa lavori in ebano o in altri legni pregiati; per estens., falegname capace di eseguire lavori molto accurati. 

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ebanisteria

s.f.  (1) tecnica di lavorazione dell'ebano e di altri legni pregiati; anche, i manufatti prodotti con questa tecnica (2) laboratorio, bottega di ebanista. 

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ebanite

s.f. sostanza dura ma fragile, di colore nero, costituita essenzialmente da gomma vulcanizzata con molto zolfo, che prima della diffusione delle materie plastiche era impiegata per oggetti d'uso comune (apparecchi telefonici, bocchini, pettini ecc.) o come isolante. 

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ebano

s.m. albero tropicale che fornisce un legno duro pregiato di color nero, facilmente lucidabile, usato per fabbricare mobili di lusso, strumenti musicali ecc. (fam. ebenacee) | (estens.) il legno stesso: nero come l'ebano | d'ebano , (fig.) di color nero intenso: pelle d'ebano.  

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ebbene

lett. e bene, fam. o region. ebbè, embè, cong.  (1) dunque, orbene (con valore conclusivo): ebbene, siete liberi ; ebbene, ci andrò subito  (2) in prop. interrogative sollecita una risposta, una decisione: ebbene, che cosa posso farci? ; ebbene, verrai? | usato anche assol.: ebbene?.  

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