eccedere

v. tr. [pres. io eccèdo ecc. ; pass. rem. io eccedéi o eccedètti , tu eccedésti ecc. ; part. pass. ecceduto]

1.  oltrepassare un determinato limite; andare oltre: un successo che eccede ogni previsione

2.  (assol.) superare i limiti della normalità o della convenienza; esagerare: eccedere nel bere , nelle spese | trascendere, nel parlare o nell'agire: scusate se ho ecceduto.

autocitarsi

v. rifl. citare sé stesso, cioè la propria opera o passi dei propri scritti | eccedere o compiacersi nel citare sé stesso. 

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puntualizzare

v. tr. definire con precisione i termini di una questione, di una situazione e sim. (anche assol.): puntualizzare una controversia ; avere la mania di puntualizzare , eccedere in precisazioni, chiarimenti, dettagli. 

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eccedentario

agg. che è eccedente, che costituisce un'eccedenza. 

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eccedente

part. pres. di eccedere agg.  (1) che supera, che va oltre | intervallo eccedente , (mus.) intervallo armonico che supera la normale estensione (2) che è in più, che avanza: somme eccedenti s.m. ciò che è in più: calcolare l'eccedente § eccedentemente avv. (rar.). 

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eccedenza

s.f.  (1) l'eccedere: eccedenza di peso  (2) la quantità eccedente; avanzo: un'eccedenza di centomila lire.  

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