eccetto

prep. salvo, tranne, fuorché (si unisce ai nomi o ai pronomi direttamente o mediante che): tutti, eccetto antonio ; eccetto che con te | nella loc. cong. eccetto che (o eccettoché , ant. eccetto se), a meno che, salvo il caso che: verrò senz'altro, eccetto che debba partire improvvisamente.

cromoplasto

s.m. (bot.) corpuscolo del protoplasma vegetale che conferisce i colori alle piante, eccetto il verde. 

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eccettuabile

agg. (non com.) che si può eccettuare, da cui si può prescindere. 

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eccettuare

v. tr. [io eccèttuo ecc.] non comprendere; escludere: senza eccettuare nessuno ; è un'ottima persona, se si eccettua qualche piccolo difetto | in costruzioni assolute, al part. pass.: eccettuato il giovedì | nella loc. cong. eccettuato che , (ant. , lett.) eccetto che. 

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eccettuativo

agg. che serve a eccettuare | in grammatica: complemento eccettuativo , quello che indica la persona o la cosa che si eccettua, che si esclude (p. e. all'infuori di te); proposizione eccettuativa , subordinata che esprime un'eccezione o un'esclusione rispetto a ciò che è detto nella reggente; congiunzione eccettuativa , quella che introduce una proposizione eccettuativa (p. e. fuorché , tranne che , eccetto che). 

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eccettuazione

s.f. (non com.) l'eccettuare; esclusione: senza eccettuazione , senza eccezione. 

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