fare

(1)

ant. facere [fà-ce-re], v. tr. [pres. io fàccio (meno com. fò), tu fai , egli fa (ant. e poet. face), noi facciamo , voi fate , essi fanno ; imperf. io facévo ecc. (ant. e poet. le terze pers. féa e féano); pass. rem. io féci , tu facésti , egli féce , noi facémmo , voi facéste , essi fécero (ant. o poet. io féi o féo , tu fésti , egli fé , noi fémmo , voi féste , essi fénno o férono o féciono o féro); fut. io farò ecc. ; pres. congiunt. io fàccia ecc. ; imperf. congiunt. io facéssi (ant. e poet. féssi) ecc. ; cond. io farèi , tu farésti ecc. ; imp. fa o fa' o fai , fate ; ger. facèndo ; part. pres. facènte ; part. pass. fatto]

1.  compiere un'azione; porre in essere, eseguire, operare: fare un passo , il bene , un discorso , un sogno ; che fai stasera? | avere molto da fare , essere occupatissimo | saper fare (di) tutto , essere versato in ogni campo | fare e disfare a proprio piacimento , agire secondo il proprio comodo, senza render conto a nessuno | fa' tu , decidi tu | avere a che fare con qualcuno , trattare, avere rapporti con lui | non avere nulla a che fare con qualcosa , non entrarci, non avere relazione con essa | darsi da fare , adoperarsi, brigare per ottenere qualcosa | lasciar fare (qualcuno) , non disturbarlo, lasciarlo libero di agire | fare di tutto o l'impossibile , tentare ogni mezzo pur di raggiungere uno scopo | saperci fare , (fam.) essere in gamba, sapere il fatto proprio | fare presto , tardi , agire con rapidità o con lentezza; anche, rientrare presto o tardi, spec. la sera | fare di conto , (antiq.) conteggiare, computare secondo le regole dell'aritmetica | fare festa , festeggiare, divertirsi | fare la festa (o la pelle) a qualcuno , ucciderlo | far fuori qualcuno , eliminarlo da una competizione; anche, ucciderlo; fare fuori qualcosa , consumarla, distruggerla rapidamente | fare la bella vita , godersela, spassarsela | fare una bella , una cattiva vita , vivere in buone, in cattive condizioni materiali o morali | fare figura , dare una buona impressione | fare una bella , una cattiva figura , dare, lasciare una buona, una cattiva impressione | fare colpo , colpire, impressionare | fare caso a qualcosa , badarci | fare i capelli , tagliarli | fare la barba , raderla | fare fuoco , sparare | fare fortuna , crearsi una posizione | fare le carte , al gioco, distribuirle; in cartomanzia, ricavarne predizioni; nell'uso fam., preparare i documenti necessari al disbrigo di una pratica | fare il gioco di qualcuno , assecondarlo, favorirlo | far rotta o vela , dirigersi | fare scalo , sostare | farla a qualcuno , giocarlo, raggirarlo | farla sporca , commettere un'azione spregevole | farla grossa , commettere uno sproposito | farla corta , breve , affrettare la conclusione | farla finita , tagliar corto, smettere; anche, uccidersi | farla franca , cavarsela, sottrarsi alle conseguenze di una colpa o di un errore | farla lunga , dilungarsi in un discorso, in una discussione | fare a pezzi , rompere; spezzettare; sbranare; (fig.) battere clamorosamente, umiliare | fare la fame , soffrirla; (fig.) essere in miseria | fare paura , spaventare | fare coraggio , incoraggiare | far piacere , render lieto, contento | fare strada , aprire un passaggio; precedere indicando il cammino, la direzione | farsi strada , aprirsi un passaggio; (fig.) raggiungere una buona posizione | farsela addosso , sotto , nei calzoni , imbrattarsi di feci o di orina; (fig.) spaventarsi | farne di tutti i colori , di crude e di cotte , commettere ogni sorta di bricconerie | far specie , far meraviglia | fare silenzio , tacere | fare tesoro di qualcosa , tenerla in gran pregio; trarne esperienza | fare la bocca , il callo a qualcosa , abituarvisi | non fare nulla , oziare | non fa nulla! , non importa | non fare né caldo né freddo , lasciare indifferenti | fare fronte alle spese , riuscire a pagarle | fare fronte al nemico , resistergli | farcela , riuscire in qualcosa: ce l'ho fatta! | prov. : chi fa da sé fa per tre , è meglio fare da sé le proprie cose che affidarle ad altri; chi la fa l'aspetti , chi nuoce agli altri non può che aspettarsi il contraccambio; cosa fatta capo ha , bisogna accettare il fatto compiuto

2.  unito a particelle pronominali, spec. nell'uso familiare, assume valore enfatico, esprimendo una partecipazione affettiva del soggetto all'azione: farsi una mangiata , una bella passeggiata ; facciamoci due risate ; farsene un baffo , infischiarsene; farsi beffe di qualcuno , beffeggiarlo

3.  con valore causativo, mettere in condizione di, permettere: far fare i primi passi al bambino ; far bere i cavalli

4.  creare, produrre, fabbricare: dio fece il mondo dal nulla ' fare figli , generarli | fare frutti , produrli | fare un libro , scriverlo | fare una casa , costruirla | fare la minestra , prepararla | fare un contratto , stipularlo | fare luce , rischiarare, illuminare; (fig.) svelare un mistero, scoprire la verità

5.  dire, parlare (per lo più introducendo il discorso diretto): mi fece: «vieni con me»

6.  credere, pensare: ti facevo a parigi e invece sei qui!

7.  emettere, versare: fare sangue dal naso

8.  raccogliere, mettere insieme: fare legna ; fare quattrini ; fare carbone , acqua , benzina , rifornirsene; la nostra città fa trecentomila abitanti , ne conta trecentomila | fare acqua , detto di natante, imbarcarla da una falla; (fig.) essere in condizioni di dissesto

9.  (fam.) comprare, regalare: la mamma le ha fatto un paio di scarpe nuove | con la particella pronominale, comprare per sé, procurarsi: farsi la macchina , la villa

10.  esercitare un'arte, una professione, un mestiere: fare il pittore , il commerciante | praticare: fare sport , del tennis 11 comportarsi da: fare il superuomo , il cretino | agire come: fare da padre , da infermiera 12 detto di cose, avere una determinata funzione: i capelli le facevano corona intorno al viso ; una pietra faceva da sedile 13 rendere, mettere in una determinata condizione: far bella la propria casa 14 eleggere, nominare: fu fatto generale 15 dare come risultato (nelle operazioni aritmetiche): tre per tre fa nove ; dieci meno due fa otto 16 (gerg.) rubare: gli hanno fatto il motorino 17 farsi un uomo , una donna , (volg.) averci un rapporto sessuale | v. intr. [aus. avere]

11.  convenire, adattarsi, essere utile: quella casa non fa per noi ; l'ozio non fa per me

12.  divenire, essere (con uso impers. quando è riferito alla temperatura, al clima, all'avvicendarsi del giorno e della notte): fa caldo ; fa brutto tempo ; d'inverno fa buio presto

13.  compiersi (di un determinato tempo): fa un anno , fanno due anni da che ci conoscemmo

14.  in altre locuzioni: fare a pugni , a botte , a coltellate ; fare a moscacieca , a nascondino ; fare a (o in) tempo , riuscire a fare qualcosa entro una scadenza prefissata; fare a meno di qualcosa , rinunciarvi, privarsene; fare a metà , dividere in due; fare di cappello a qualcuno , salutarlo togliendosi il cappello; fare pro , giovare | fa fino , è da raffinati | fa estate , ne dà l'impressione | farsi v. rifl. o intr. pron.

15.  trasformarsi, diventare: farsi musulmano ; farsi rosso in viso ; questo cucciolo s'è fatto grosso! | farsi in quattro , (fig.) moltiplicare i propri sforzi, il proprio impegno a favore di qualcuno o di qualcosa | anche in costruzioni impersonali: s'è fatto chiaro ; si sta facendo tardi

16.  (gerg.) drogarsi: farsi di eroina.

fare (2)

s.m.

1.  il fare, l'agire, l'operare | dal dire al fare c'è di mezzo il mare , corre molta differenza tra l'esprimere un proposito e il realizzarlo

2.  modo, maniera di comportarsi: una persona che ha un bel fare

3.  (lett.) il modo di lavorare di un artista, di uno scrittore; il metodo, lo stile: una stampa ha da esprimere il disegno, il carattere, il fare del pittore (milizia)

4.  inizio, principio: sul fare dell'alba.

fara

s.f. (st.) ciascun gruppo familiare gentilizio in cui si suddivideva la popolazione longobarda | (estens.) l'insediamento di uno di questi gruppi nei territori occupati; il termine sopravvive nella toponomastica (fara d'adda , fara sabina). 

leggi

farabolone

o farabulone, region. farabolano o farabulano, s.m. [f. -a] chiacchierone; imbroglione. 

leggi

farabutto

s.m. [f. -a] persona senza scrupoli, capace di qualsiasi slealtà mascalzone. 

leggi

farad

s.m. invar. (fis.) unità di misura della capacità elettrica nel sistema internazionale, il cui simbolo è f; corrisponde alla capacità di un condensatore tra le cui armature appare la differenza di potenziale di (1) volt quando sul condensatore vi è la carica di (2) coulomb. 

leggi

faradico

agg. [pl. m. - ci] di faraday | corrente faradica , corrente elettrica indotta, usata in medicina nella diagnosi o nella cura delle miopatie | gabbia faradica , (fis.) involucro a forma di gabbia per isolare un apparecchio da un campo elettrico. 

leggi

faradizzazione

s.f. (med.) applicazione di correnti faradiche a scopo diagnostico o terapeutico. 

leggi

faraglione

s.m. scoglio grande ed erto, staccato dalla costa come residuo dell'erosione marina: i faraglioni di capri.  

leggi

farandola

s.f. danza popolare della provenza, di andamento moderato in tempo ternario. 

leggi

faraona

s.f. uccello domestico allevato per le carni pregiate, con penne grigie brizzolate, testa quasi nuda con due pendenti carnosi, coda breve (ord. galliformi) | usato come agg. nella loc. gallina faraona , che indica lo stesso animale. 

leggi

faraone

s.m.  (1) titolo dei sovrani dell'antico egitto (2) gioco d'azzardo molto in voga nel sec. xviii; si gioca con due mazzi di carte francesi, in cui il re di cuori è chiamato appunto 'faraone'. 

leggi

Sitemap