garbare

v. intr. [aus. essere] piacere, essere gradito; andare a genio: non mi garbano i suoi scherzi | v. tr. (non com.) dare il garbo a uno scafo.

garbatezza

s.f. (non com.) l'essere garbato | atto garbato. 

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garbato

agg. che ha garbo, signorilità, gentilezza: un uomo molto garbato | che è fatto o detto con garbo e cortesia: una risposta garbata | un vino garbato , che ha sapore gradevole, delicato § garbatamente avv.  

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garbino

s.m. vento di libeccio (è voce in uso spec. sul litorale adriatico). 

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garbo

s.m.  (1) compitezza nel comportarsi e nel trattare con gli altri; amabilità, cortesia: una persona (piena) di garbo ; parlare , agire con garbo , senza garbo  (2) modo aggraziato di eseguire una cosa: scrivere , dipingere con garbo | a garbo , come si deve, per bene, a modo: un lavoro fatto a garbo  (3) (non com.) gesto, azione: fece un garbo di assenso | un mal garbo , un atto da villano (4) esattezza, finitezza di forme; linea armoniosa che si conferisce a un oggetto...

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garbugliare

v. tr. (ant.) ingarbugliare. 

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garbuglio

s.m.  (1) viluppo confuso; groviglio, intrico (anche fig.): un garbuglio di fili , di idee , di sentimenti ' garbuglio di venti , tempesta di venti contrari (2) (fig.) faccenda intricata, disordine, confusione: fare , creare garbugli.  

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garbuglione

s.m. [f. -a] (non com.) arruffone. 

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