lambire

poet. lambere [làm-be-re], v. tr. [io lambisco , tu lambisci ecc. ; poet. io lambo ecc.]

1.  sfiorare con la lingua, leccare lievemente: il cane lambiva la mano del padrone

2.  (estens.) toccare appena, sfiorare: le fiamme lambivano il soffitto ; le onde lambiscono la spiaggia.

lambada

s.f. ballo di coppia di origine brasiliana in cui i ballerini eseguono figure che mimano movenze erotiche. 

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lambda

s.m. o f. invar. nome dell'undicesima lettera dell'alfabeto greco, corrispondente a l nell'alfabeto latino. 

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lambdacismo

o labdacismo [lab-da-cì-smo], s.m. pronuncia difettosa del suono l.  

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lambello

s.m. (arald.) pezza rettangolare munita di pendenti, posta normalmente nel capo dello scudo. 

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lambert

s.m. invar. (fis.) in fotometria, unità di misura definita come la luminanza di un diffusore uniforme che emette un lumen per centimetro quadrato. 

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lambiccamento

s.m. il lambiccare, il lambiccarsi (spec. fig.): lambiccamento di cervello.  

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lambiccare

v. tr. [io lambicco , tu lambicchi ecc.] (1) (ant.) distillare con un alambicco | oggi com. solo nella loc. lambiccarsi il cervello , fare ogni sforzo per cercare una soluzione, per comprendere o scoprire qualcosa (2) (fig.) ponderare, esaminare con cura paziente: lambiccare un testo | lambiccarsi v. rifl. sforzarsi, riflettere molto per risolvere un problema; scervellarsi. 

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lambiccato

part. pass. di lambiccare agg.  (1) (ant.) distillato mediante alambicco (2) (fig.) troppo studiato, ricercato; artificioso, privo di spontaneità: stile , discorso lambiccato ; ragionamenti lambiccati , eccessivamente sottili e complicati s.m. (ant.) spirito ottenuto per distillazione; quintessenza (anche fig.). 

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lambiccatura

s.f. cura eccessiva | ragionamento arzigogolato. 

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