langue

s.f. invar. (ling.) secondo le teorie di f. de saussure (1857-1913), la lingua intesa come istituto sociale, ossia come insieme di convenzioni che in una collettività rendono possibile la comunicazione attraverso i concreti atti linguistici individuali (definiti da saussure parole).

languidezza

s.f. l'essere languido, languore (anche fig.). 

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languido

agg.  (1) privo della naturale energia; debole: luce languida ; ne' languidi / pensier dell'infelice (manzoni la pentecoste) (2) (fig.) appassionatamente tenero; svenevole: posa languida ; occhi languidi. dim. languidetto § languidamente avv.  

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languire

v. intr. [io languisco o lànguo , tu languisci o làngui ecc.; aus. avere] (1) essere privo di forze; trovarsi in uno stato prolungato di abbattimento fisico: languire per la fame ; languire nel letto | (estens.) vivere in condizioni tristi e penose: languire nella miseria , in prigione | (fig.) struggersi: languire di desiderio  (2) scemare, divenire debole, svanire (anche fig.): la fiamma languisce ; la conversazione languiva.  

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languore

s.m.  (1) stato di abbattimento fisico; spossatezza, sfinimento: cadere in un profondo languore | languore di stomaco , sensazione di vuoto allo stomaco, leggera sensazione di fame. dim. languorino  (2) (estens.) abbandono, tenerezza svenevole: uno sguardo pieno di languore | pl. svenevolezze, smancerie: evitate i languori!  (3) (lett.) afflizione, angoscia: un languore mortale | torpore, pigrizia, inerzia: languore dell'intelletto , della volontà.  

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languoroso

agg. (lett.) languido § languorosamente avv.  

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