obbedienza

o ubbidienza, s.f.

1.  l'obbedire; l'abitudine di obbedire: lo fa per obbedienza e non per convinzione ; la sua obbedienza è cieca e assoluta

2.  sottomissione dovuta dai religiosi ai loro superiori, o più in generale da subordinati a superiori in una gerarchia (sempre nella forma obbedienza): far voto di obbedienza | far l'obbedienza , eseguire un ordine; riferito a religiosi, anche sottoporsi a una penitenza imposta | rifiuto di obbedienza , insubordinazione | essere di una certa obbedienza , seguire le direttive che provengono da un'istituzione, da un centro di potere e sim.: un'associazione d'obbedienza clericale , partitica

3.  (ant. , lett.) sudditanza: giurare l'obbedienza al sovrano.

pinzochero

s.m. [f. -a] (1) nel secolo xiv, appartenente a un gruppo di terziari francescani che praticavano il voto di povertà ma non quello di obbedienza alla gerarchia (2) (estens. non com.) bigotto, bacchettone. 

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fellonia

s.f.  (1) (ant. , lett.) l'essere fellone, comportamento da fellone (2) nel medioevo, delitto di chi mancava al giuramento di assoluta obbedienza e fedeltà nel rapporto feudale di vassallaggio. 

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obbediente

o ubbidiente, ant. obediente, ubidiente, part. pres. di obbedire agg. che obbedisce, che è solito obbedire: un bambino obbediente ; essere obbediente agli ordini.  

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