r

s.f. o m. diciottesima lettera dell'alfabeto (sedicesima dell'alfabeto italiano tradizionale) il cui nome è erre ; in it. rappresenta la consonante liquida vibrante | r come roma , nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usata in sigle (p. e. r è sigla automobilistica della romania) e abbreviazioni (p. e. r. può stare per regio , reale , reverendo , raccomandata , ricevuta ecc. ; r. , per nomi propri di persona come rodolfo , ruggero , rita ecc.) | r , (fis.) simbolo della resistenza elettrica | r , (mat.) simbolo del raggio di un cerchio | r , nei manoscritti e nelle antiche stampe, indica il recto di un foglio; in numismatica, la faccia anteriore della moneta.

ra-

vedi ri-

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rabarbaro

ant. o pop. rabarbero, reobarbaro, s.m.  (1) pianta erbacea originaria dell'asia, con infiorescenze giallastre e grandi foglie; dal rizoma si ricava una sostanza amara medicinale (fam. poligonacee) (2) liquore amaro, digestivo, preparato con il rizoma polverizzato del rabarbaro. 

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rabattino

s.m. (fam.) chi si arrabatta per vivere. 

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rabazza

meno com. rabbazza, s.f. (mar.) nei velieri, la parte inferiore di un albero di gabbia o di un alberetto. 

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rabbaruffare

v. tr. (tosc. non com.) scompigliare, mettere in disordine. 

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rabbaruffato

part. pass. di rabbaruffare agg. (tosc. non com.) (1) arruffato, disordinato (2) si dice di persona o di animale che rechi le tracce visibili di una baruffa recente. 

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rabbattere

v. tr. (non com.) socchiudere i battenti di una porta, di una finestra | rabbattersi v. rifl. (non com.) imbattersi, incontrarsi di nuovo. 

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rabberciamento

s.m. il rabberciare, l'essere rabberciato. 

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