rabbi

s.m. termine di rispetto, usato soprattutto nell'antichità, per designare il rabbino.

rabbaruffare

v. tr. (tosc. non com.) scompigliare, mettere in disordine. 

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rabbaruffato

part. pass. di rabbaruffare agg. (tosc. non com.) (1) arruffato, disordinato (2) si dice di persona o di animale che rechi le tracce visibili di una baruffa recente. 

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rabbattere

v. tr. (non com.) socchiudere i battenti di una porta, di una finestra | rabbattersi v. rifl. (non com.) imbattersi, incontrarsi di nuovo. 

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rabberciamento

s.m. il rabberciare, l'essere rabberciato. 

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rabberciare

v. tr. [io rabbèrcio ecc.] accomodare, mettere a posto alla meglio: rabberciare un vestito | (fig.) correggere e sistemare in qualche modo: rabberciare un articolo , un testo ; un'opera rabberciata , raffazzonata. 

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rabberciatura

s.f. l'effetto del rabberciare; la cosa rabberciata. 

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rabbia

s.f.  (1) (vet., med.) grave malattia infettiva di origine virale, che colpisce vari animali (cani, gatti, lupi, volpi ecc.) e dal morso di questi può essere trasmessa all'uomo; si manifesta con spasmi laringo-faringei a contatto con l'acqua (idrofobia), stato di agitazione, paralisi dei muscoli della respirazione e della deglutizione (2) violenta irritazione, provocata da gravi contrarietà e spesso esacerbata da un senso d'impotenza; ira, collera: essere divorato dalla rabbia ; parole...

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rabbico

agg. [pl. m. -ci] (med.) della rabbia, che concerne la rabbia. 

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