radice

s.f.

1.  (bot.) organo delle piante cormofite che solitamente si addentra nel terreno e ha funzione di sostegno e di assorbimento degli alimenti : le radici della quercia , del tiglio | radice a fittone , che ha la radice principale più lunga delle sue ramificazioni | radici fascicolate o affastellate , con le radici secondarie uguali o più lunghe della principale | radice aerea , quella che si forma fuori del terreno | radice a tubero , che presenta ingrossamento costituito da sostanze di riserva | mettere radice (o radici o le radici), attecchire; (fig.) detto di un'idea, di un sentimento, di un'usanza, penetrare in profondità, affermarsi saldamente; detto di persona, sistemarsi in modo stabile in un luogo | strappare , svellere dalle radici , sradicare, estirpare completamente (anche fig.)

2.  (estens.) la parte più bassa di qualcosa: le radici del monte , i piedi | la parte da cui ha origine qualcosa: la radice dell'unghia , dei capelli

3.  (fig.) origine, causa: andare alla radice delle cose , di un problema ; trovare la radice del male ; stroncare il malcostume alla radice ; ma s'a conoscer la prima radice / del nostro amor tu hai cotanto affetto (dante inf. v, 124-125)

4.  (poet.) progenitore, capostipite: io fui radice de la mala pianta / che la terra cristiana tutta aduggia (dante par. xx, 43-44)

5.  (anat.) la parte che costituisce il tratto iniziale di un organo o serve a tenerlo fermo: la radice del dente | radici nervose , fasci di fibre nervose che emergono dal sistema nervoso centrale, in partic. dal midollo spinale, e si uniscono a formare un nervo

6.  (geol.) la zona da cui sembrano essersi originate le falde di ricoprimento

7.  (ling.) l'elemento irriducibile, presente in tutta una famiglia di parole, portatore dell'idea comune fondamentale (p. e. am- in amore , amico , amare , amicizia ecc.)

8.  (mat.) la quantità che, elevata alla potenza espressa dall'indice del radicale, riproduce la quantità data o radicando: radice quadrata ; estrarre la radice cubica di un numero.

caulogeno

agg. (bot.) che ha origine dal caule: radice caulogena.  

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cannocchio

s.m.  (1) radice di canna tagliata, provvista di gemme (2) tutolo. 

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barbaforte

s.m. pianta erbacea con radice di sapore piccante (fam. crucifere). 

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barbabietola

s.f. pianta erbacea a radice carnosa, color rosso sanguigno, commestibile; la varietà a radice bianca fornisce zucchero (fam. chenopodiacee). 

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apicectomia

s.f. (med.) intervento chirurgico odontoiatrico mediante il quale si asporta l'apice di una radice dentaria. 

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bulbocastano

s.m. (bot.) pianta erbacea con radice globosa, nerastra, dal sapore simile a quello delle castagne (fam. ombrellifere). 

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calcolatrice

s.f. apparecchio meccanico, elettromeccanico o elettronico, da tasca o da tavolo, in grado di compiere operazioni aritmetiche e altre funzioni elementari (percentuale, radice quadrata ecc.) o anche calcoli scientifici ed economici. 

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radica

s.f.  (1) (pop.) radice ' radica gialla , la carota ' radica amara , la scorzonera ' radica saponaria , la radice della saponaria, usata come detersivo (2) legno pregiato, che si ricava dalla radice del noce e serve per lavori di falegnameria | il legno della radice dell'erica arborea , usato per fabbricare pipe. 

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radical-chic

loc. agg. e sost. m. e f. invar. (iron.) che, chi manifesta con snobismo tendenze politiche radicali. 

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radicale

agg.  (1) (bot.) della radice: apparato radicale | assorbimento radicale , che avviene per mezzo dei peli della radice (2) (fig.) che rinnova fin dalle basi; che agisce in profondità: cura , riforma radicale ; rimedi radicali | partito radicale , che propugna le dottrine del radicalismo politico o, più genericamente, che sostiene la necessità di fondamentali innovazioni politiche e sociali s.m.  (3) [anche f.] chi aderisce al partito radicale (4) (ling.) la...

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radicaleggiante

part. pres. di radicaleggiare agg. che mostra simpatia per il partito radicale o, più generalmente, tende verso riforme radicali. 

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radicaleggiare

v. intr. [io radicaléggio ecc. ; aus. avere] in politica, propendere verso le idee radicali, simpatizzare per i partiti di ispirazione radicale. 

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radicalismo

s.m.  (1) orientamento politico di ispirazione laica sorto in europa nel sec. xix con l'intento di superare i limiti del liberalismo classico in nome di un più ampio sviluppo delle istituzioni democratiche e dei diritti civili: il radicalismo inglese , francese  (2) (estens.) orientamento politico favorevole a un programma di riforme radicali | (fig.) atteggiamento intellettuale estremistico, che rifiuta ogni mediazione. 

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radicalità

s.f. (non com.) qualità di ciò che è radicale; radicalismo. 

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radicalizzare

v. tr. spingere alle posizioni estreme, alle ultime conseguenze: radicalizzare la lotta politica , l'opposizione | radicalizzarsi v. rifl. assumere posizioni estreme; diventare drastico, intransigente: le posizioni si sono ormai radicalizzate.  

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radicalizzazione

s.f. il radicalizzare, il radicalizzarsi, l'essere radicalizzato: la radicalizzazione di un conflitto , di un dissenso.  

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radicamento

s.m. (non com.) il radicare, il radicarsi (anche fig.). 

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