sago

(1)

s.m. [pl. -ghi]

1.  nell'antichità romana, il corto mantello, di stoffa rozza e pesante, in dotazione ai militari

2.  (lett.) saio: su' dischiusi tumuli per quelle / chiese prostesi in grigio sago i padri (carducci).

sago (2)

vedi sagù.

saga

s.f. narrazione epica, leggendaria, propria delle antiche letterature nordiche: la saga dei nibelunghi | (estens.) ampio racconto della storia di un popolo, di una famiglia, di un gruppo: "la saga dei forsyte" , dello scrittore inglese john galsworthy. 

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saga

s.f. (ant. , lett.) maga, strega: questa è la cruda e avelenata piaga / a cui non val liquor, non vale impiastro / né murmure, né imagine di saga (ariosto o. f. xxxi, 5). 

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sagace

agg.  (1) (lett.) che ha buon fiuto (detto spec. di cani): e qual sagace can, nel monte usato / a volpi o lepri dar spesso la caccia (ariosto o. f. viii, 33) (2) (fig.) astuto e intelligente; accorto, acuto (detto di persona): un sagace investigatore | che rivela sagacia (detto di cosa): una risposta , una mossa sagace § sagacemente avv. con sagacia. 

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sagacia

s.f. l'essere sagace (anche fig.). 

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sagacità

s.f. (rar.) sagacia. 

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sagari

s.f. (lett.) ascia da guerra; in partic., quella usata dalle amazzoni. 

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sagarzia

s.f. attinia rosa, spesso parassita di mitili e granchi (cl. antozoi). 

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sagena

s.f.  (1) (ant.) nassa (2) imbarcazione medievale per la navigazione costiera. 

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sagena

s.f. antica unità di misura di lunghezza russa, pari alla cinquecentesima parte di una versta. 

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saggezza

s.f. virtù, qualità che consiste nella capacità di seguire la retta ragione nella condotta della vita, nell'agire, nel valutare, nel consigliare secondo un criterio di prudenza e di equilibrio; la sapienza che deriva dall'esperienza e si applica all'attività pratica: la saggezza dei vecchi ; parlare con grande saggezza.  

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