talento

(1)

s.m.

1.  unità di misura di peso usata anticamente presso il popolo ebraico, presso i babilonesi e presso i greci

2.  antica moneta in circolazione in grecia e in palestina | parabola dei talenti , celebre insegnamento evangelico sulla responsabilità conseguente ai doni divini.

talento (2)

s.m.

1.  (lett.) disposizione, inclinazione dell'animo: seguire il proprio talento | desiderio, volontà: di mal talento , controvoglia, malvolentieri

2.  ingegno, genialità: un ragazzo di talento ; avere talento musicale | (estens.) persona geniale, dotata di grandi capacità: un talento della pittura.

talentoso

agg.  (1) (ant.) desideroso, voglioso, bramoso (2) (non com.) che dimostra ingegno brillante. 

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inesausto

agg. (lett.) non esausto; che non si esaurisce: talento inesausto § inesaustamente avv.  

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ineguagliabile

meno com. inuguagliabile, agg. che non ha eguali, che non può essere eguagliato: un attore ineguagliabile ; un talento ineguagliabile § ineguagliabilmente avv.  

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vivandare

v. intr. [aus. avere] (lett.) consumare il pasto: poste le mense, a convivar si diêro, / e vivandò ciascuno a suo talento (monti). 

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sommettere

v. tr. [coniugato come mettere] (ant. , lett.) (1) mettere, porre sotto (2) (fig.) sottomettere, assoggettare: i peccator carnali, / che la ragion sommettono al talento (dante inf. v, 38-39). 

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talentare

v. intr. [io talènto ecc. ; aus. essere] (lett.) andare a genio, garbare (di solito usato solo alla terza persona sing. e pl.): così fanciulli o femine spaventa, /... / me non, cui la battaglia più talenta / d'ogni riposo (ariosto o. f. xxiv, 98). 

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talent-scout

s.m. e f. invar. chi ricerca nuovi talenti da lanciare nel mondo dello spettacolo, dell'arte o dello sport. 

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talentaccio

s.m. (fam.) qualità, capacità innate in una persona, ma non educate e raffinate; la persona stessa che ha tali qualità, capacità: è un talentaccio.  

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