u

s.m. o f. ventunesima lettera dell'alfabeto (diciannovesima dell'alfabeto italiano tradizionale), che rappresenta la vocale chiusa velare (uva , luna , fluire , innocuo) o la semiconsonante velare (uomo , buono , iniquo) | a u , a forma di u maiuscola: tubo a u ; inversione a u , svolta di un veicolo che inverte la direzione di marcia | u come udine , nella scansione delle parole lettera per lettera, spec. al telefono | viene usato in sigle (p. e. u è sigla automobilistica dell'uruguay) e abbreviazioni (u. s. , ultimo scorso; u. , in numismatica, unicum, cioè moneta di cui si conosce un solo esemplare; u. , per nomi propri di persona come ugo , umberto , ubalda) | u , (chim.) simbolo dell'uranio | u , (fis.) simbolo dell'energia potenziale.

u'

avv. (ant. , lett.) dove (usato solo in posizione proclitica): u' leggerebbe «i' mi son quel ch'i' soglio» (dante par. xii, 123). 

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uadi

s.m. invar. corso d'acqua a regime temporaneo, proprio dell'africa settentrionale e dell'arabia, con alveo sempre asciutto tranne che durante brevi periodi nella stagione delle piogge. 

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ubbia

s.f. pregiudizio, opinione infondata che è causa di timore o avversione ingiustificati: avere in testa delle ubbie.  

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ubbidire

e deriv. vedi obbedire e deriv.  

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ubbioso

agg.  (1) (rar.) pieno di ubbie; sospettoso (2) (lett.) che provoca ubbie; che costituisce un'ubbia: l'ubbioso pensier vedrai fuggirsi / lunge da te (parini) § ubbiosamente avv.  

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ubbriaco

e deriv. vedi ubriaco e deriv.  

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ubere

agg. [superl. ubèrrimo] (poet.) fertile: biella tra 'l monte e il verdeggiar de' piani / lieta guardante l'ubere convalle (carducci). 

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ubero

ant. uvero, s.m. (poet.) mammella. 

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ubero

o ubiero, agg. si dice di mantello di cavallo formato da peli bianchi e rossi mescolati. 

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ubertosità

s.f. (lett.) fertilità, produttività: l'ubertosità di un terreno.  

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