vanire

v. intr. [io vanisco , tu vanisci ecc. ; aus. essere] (poet.) svanire, dileguarsi, scomparire: e cantando vanìo / come per acqua cupa cosa grave (dante par. iii, 122-123).

van

s.m. invar. autofurgone o rimorchio per il trasporto di animali, spec. di cavalli. 

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vanadato

s.m. (chim.) ogni sale dell'acido vanadico. 

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vanadico

agg. [pl. m. -ci] (chim.) si dice dell'ossiacido del vanadio pentavalente | anidride vanadica , il più importante composto del vanadio, usato come catalizzatore nella sintesi dell'acido solforico e in altre sintesi organiche. 

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vanadile

s.m. (chim.) gruppo o ione costituito da un atomo di vanadio e uno di ossigeno, presente in alcuni sali del vanadio tetravalente. 

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vanadio

s.m. elemento chimico di simbolo v; è un metallo duro, bianco argenteo, difficilmente fusibile, usato per acciai speciali e catalizzatori; nei suoi composti ha valenza positiva da due a cinque, ma può comportarsi anche da monovalente. 

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vanadite

s.f. (min.) minerale di colore rossastro da cui si estrae il vanadio. 

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vanagloria

s.f. vano orgoglio di chi, per eccessiva stima di sé e per il gusto di essere lodato dagli altri, si vanta di qualità e meriti inesistenti: peccare di vanagloria.  

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vanagloriarsi

v. rifl. [io mi vanaglòrio ecc.] mostrare vanagloria; vantarsi per cose da nulla o per meriti inesistenti. 

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vanaglorioso

agg. che pecca, che è pieno di vanagloria: un uomo , un discorso vanaglorioso s.m. [f. -a] persona vanagloriosa § vanagloriosamente avv. con vanagloria. 

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vanare

v. intr. [aus. avere] (ant. poet.) vaneggiare, perdere la coscienza di sé: per ch'io... /... / stava com'om che sonnolento vana (dante purg. xviii, 85-87). 

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