volgare

ant. vulgare, agg.

1.  (non com.) del volgo, relativo al volgo: tradizioni , superstizioni volgari | latino volgare , quello dell'uso quotidiano, parlato in roma antica e nei territori latinizzati, da cui hanno avuto origine le lingue e i dialetti romanzi (si contrappone al latino classico o degli scrittori) | (lingua) volgare , la lingua usata nei territori latinizzati in quanto concretatasi in una propria tradizione scritta, distinta da quella del latino medievale; in partic., l'italiano scritto, dalle origini (sec. x circa) fino al rinascimento, considerato in contrapposizione al latino: il volgare fiorentino , napoletano ; le opere in volgare di dante ; petrarca scrisse in latino e in volgare ; la nascita del volgare si fa coincidere tradizionalmente con il placito capuano del 960 ; letteratura volgare , in lingua volgare; autore volgare , che scrive in volgare | nome volgare di un animale , di una pianta , il nome con cui si indicano nell'uso comune, contrapposto al nome latino che hanno nella sistematica zoologica o botanica

2.  (estens.) grossolano, sguaiato, triviale: persona volgare ; gesto , parola volgare ; una bellezza appariscente ma volgare | comune, privo di qualsiasi qualità o valore; spregevole: questo quadro è una volgare imitazione ; sono volgari menzogne, le sue! ; è un volgare ladro § volgarmente avv.

3.  in modo triviale: parlare volgarmente

4.  comunemente: il pollice è volgarmente detto 'dito grosso'

5.  (lett.) in lingua volgare.

carampana

s.f. (volg.) donna volgare e sciatta | donna brutta e vecchia. 

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involgarire

v. tr. [io involgarisco , tu involgarisci ecc.] rendere volgare (anche assol.): un trucco che involgarisce | v. intr. [aus. essere], involgarirsi v. rifl. diventare volgare. 

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fonematizzazione

s.f. (ling.) acquisizione di un valore fonematico: nel passaggio dal latino al volgare si ha la fonematizzazione del grado di apertura delle vocali.  

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bellona

s.f. donna di bellezza appariscente o volgare (per lo più in usi ironici o scherzosi): egli le diceva sempre negli orecchi: «bellona!» (pratolini). 

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allusione

s.f. l'alludere: fare allusione a qualcosa , a qualcuno | detto con cui si allude; accenno: allusione oscura , velata , chiara ; un'allusione pesante , volgare o inopportuna | riferimento non esplicito: un passo ricco di allusioni dantesche.  

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volgarismo

s.m. parola, espressione propria della lingua volgare, spec. in quanto entrata nel latino medievale. 

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volgarità

s.f.  (1) l'essere volgare; grossolanità, mancanza di finezza: volgarità di modi , d'animo  (2) atto, parola volgare: dire volgarità.  

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volgarizzamento

s.m.  (1) il tradurre in volgare, spec. dal latino (2) (estens.) l'opera tradotta in volgare: un volgarizzamento dal latino.  

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volgarizzare

v. tr.  (1) esporre in forma accessibile a un pubblico non specializzato nozioni difficili e complesse: volgarizzare una scienza  (2) tradurre in una lingua volgare, spec. dal latino o dal greco: annibal caro volgarizzò l'«eneide» di virgilio.  

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volgarizzatore

s.m. [f. -trice] (1) chi divulga tra il pubblico nozioni difficili, argomenti e problemi di scienza e di cultura (2) chi un tempo traduceva in volgare, spec. dal latino o dal greco: davanzati fu il volgarizzatore degli «annali» di tacito.  

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volgarizzazione

s.f.  (1) il volgarizzare, il divulgare: la volgarizzazione dei principi della fisica quantistica  (2) volgarizzamento. 

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volgere

ant. o poet. volvere, v. tr. [pres. io vòlgo , tu vòlgi ecc. ; pass. rem. io vòlsi , tu volgésti ecc. ; part. pass. vòlto] (1) piegare, indirizzare verso un luogo o un punto (anche fig.): volgere lo sguardo lontano ; volgere i passi verso un luogo ; volgere la prua verso la riva ; volgere le armi contro il nemico ; volgere la mente a qualcuno ; volgere il pensiero, le proprie attenzioni a qualcosa | volgere le spalle , mostrare le spalle a qualcuno; (estens.) fuggire; (fig.)...

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volgimento

s.m. (lett.) il volgere, il volgersi. 

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