zero

s.m. [pl. -ri]

1.  numero iniziale della successione dei numeri naturali, fondamentale per la numerazione che si basa sulla posizione delle cifre; nel linguaggio comune, indica anche assenza di quantità: cominciare a contare dallo zero ; molte culture ignorano lo zero

2.  il punto di partenza di una serie, di una successione; lo stato iniziale di una grandezza che può variare nei due sensi opposti: il termometro segna zero , una temperatura di zero gradi celsius; essere sotto zero , a temperatura inferiore a zero gradi celsius; (fig.) avere il morale molto basso | zero assoluto , il punto più basso della scala delle temperature termodinamiche, corrispondente alla condizione di energia interna nulla ed equivalente a 273,15 ° c; è origine della scala assoluta delle temperature | sparare a zero , con l'arma in posizione orizzontale; (fig.) polemizzare aspramente contro qualcuno | tagliare i capelli a zero , rasarli completamente | ricominciare , ripartire da zero , dal nulla o, anche, dal punto di partenza | ridursi a zero , perdere tutto, ridursi in miseria

3.  il punto più basso nelle vecchie votazioni scolastiche: prendere uno zero in matematica ; zero spaccato , barrato da un tratto obliquo per impedirne la falsificazione in 6,

4.  o 10, oppure (in informatica) la confusione con la lettera o ; è usato normalmente in matematica come simbolo dell'insieme vuoto | meritare zero in qualcosa , (fig.) non saperne nulla, non valere niente in quel campo

5.  (estens.) in una valutazione, la totale assenza di valore; nullità: essere , valere uno zero ; considerare qualcuno uno zero agg. num. indica una quantità nulla: la squadra sconfitta prende zero punti | l'ora zero , la mezzanotte; anche, il momento terminale di un conteggio alla rovescia, quello che dà l'avvio a un'operazione | numero zero , il numero di prova di una pubblicazione quotidiana o periodica | gruppo zero (o gruppo 0), tipo di sangue i cui globuli rossi mancano dei caratteristici antigeni detti a e b; è detto anche universale | crescita zero , situazione tipica di un sistema economico in stato stazionario, caratterizzata da un incremento nullo del prodotto lordo; anche, situazione demografica in cui il numero delle nascite corrisponde all'incirca a quello delle morti | grado zero , (ling.) nell'apofonia vocalica, il grado caratterizzato dall'assenza della vocale | segno , desinenza zero , (ling.) in una serie definita di desinenze o suffissi, nella declinazione dei nomi, nella coniugazione dei verbi ecc., l'assenza di una desinenza o di un suffisso, caratterizzante una determinata forma: in italiano, la seconda persona singolare dell'imperativo ha una desinenza zero nella prima e quarta coniugazione.

zerbineria

s.f. (non com.) atto, comportamento da zerbinotto | insieme di zerbinotti. 

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zerbinesco

agg. [pl. m. -schi] (non com.) di, da zerbinotto; ostentatamente galante: modi zerbineschi.  

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zerbino

s.m. piccolo e spesso tappeto rettangolare, per lo più di fibre vegetali, che si pone davanti alle porte perché chi entra vi si pulisca le scarpe. 

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zerbino

s.m. (non com.) zerbinotto. 

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zerbinotto

s.m. (iron. o spreg.) giovane eccessivamente elegante e galante; bellimbusto, damerino. 

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zeriba

s.f.  (1) recinto di canne, pali, spine secche e altro materiale simile, che in alcune regioni dell'africa settentrionale viene eretto a difesa delle abitazioni e dei campi (2) nel ciclismo, recinto adiacente alla pista nel quale i velocisti attendono il momento di gareggiare. 

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zero zero sette

anche nella grafia 007 , loc. sost. m. invar. (scherz.) (1) agente segreto (2) (estens.) abile investigatore. 

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