denuncia

o denunzia, s.f. [pl. -ce] il denunciare, l'essere denunciato | (dir.) atto col quale si porta a conoscenza dell'autorità giudiziaria o di polizia un reato e, eventualmente, chi l'abbia commesso: sporgere denuncia contro ignoti | dichiarazione richiesta dalla legge per scopi fiscali, di stato civile o altro: denuncia dei redditi , di matrimonio.

denunciante

o denunziante, part. pres. di denunciare s.m. e f. chi fa una denuncia. 

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denunciare

o denunziare, v. tr. [io denùncio ecc.] (1) dichiarare, notificare alla competente autorità: denunciare la nascita di un figlio ; denunciare un furto | denunciare una persona , accusarla di un reato presso un organo di polizia o della magistratura (2) manifestare, rendere palese: parole che denunciano la sua malafede | portare a conoscenza dell'opinione pubblica con un atto di accusa: denunciare le barbarie del razzismo  (3) disdire: denunciare un accordo , un trattato  (4)...

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denunciatore

o denunziatore, s.m. [f. -trice] (non com.) chi denuncia; delatore. 

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j'accuse

loc. sost. m. invar. denuncia pubblica di un'ingiustizia, di un sopruso: pronunciare , levare un j'accuse.  

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autocalunnia

s.f. (dir.) il reato di chi si denuncia colpevole di un reato che non ha commesso. 

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autodenuncia

o autodenunzia , s.f.  (1) denuncia di sé stesso, delle proprie colpe e dei propri errori (2) (dir.) l'azione di chi riferisce spontaneamente a un'autorità una propria infrazione. 

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