deposizione

s.f.

1.  il deporre, l'essere deposto | la deposizione di cristo , l'atto con cui il corpo di cristo fu deposto dalla croce; l'opera figurativa che rappresenta tale scena: la «deposizione» di raffaello

2.  (fig.) allontanamento coercitivo di qualcuno dall'esercizio di un potere; rimozione da una carica, dal trono: la deposizione del dittatore , del re

3.  (dir.) dichiarazione del teste davanti a un giudice: firmare la deposizione

4.  in ecologia, precipitazione inquinante in forma di piogge acide (deposizioni acide) o di polveri contenenti sostanze dannose, come biossido di zolfo, ossidi d'azoto ecc. (deposizioni secche).

ovideposizione

s.f. (zool.) deposizione delle uova da parte delle femmine degli ovipari. 

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calcinosi

s.f. (med.) stato patologico caratterizzato da deposizione di sali di calcio nei tessuti e negli organi. 

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oviparo

agg. si dice di animale il cui embrione, in seguito alla deposizione di uova, si sviluppa fuori del corpo materno. 

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cadmiare

v. tr. [io càdmio ecc.] (tecn.) rivestire una superficie metallica con uno strato di cadmio mediante deposizione elettrolitica in un bagno galvanico. 

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extragiudiziale

meno com. extragiudiciale, estragiudiziale, estragiudiciale, stragiudiziale, stragiudiciale, agg. (dir.) che avviene fuori del giudizio; che non fa parte degli atti del processo: deposizione extragiudiziale § extragiudizialmente avv.  

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