desinenza

s.f. (gramm.) terminazione variabile di parola che si aggiunge a un tema per ottenere le varie forme della flessione: desinenza nominale , verbale.

ambigenere

agg. (gramm.) si dice di sostantivo che può essere usato sia al maschile sia al femminile, senza mutare desinenza (p. e. artista , cantante). 

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-ire

suffisso dei verbi della terza coniugazione, derivato dalla desinenza latina -i¯re dei verbi della quarta coniugazione (capire , gioire , partire). 

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-ere

suffisso dei verbi della seconda coniugazione (temere , leggere), derivato dalla desinenza lat. dei verbi della seconda (-ìre) e della terza (-e°re) coniugazione. 

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anta

s.m. pl. espressione scherzosa con cui, dalla desinenza dei rispettivi numerali (quaranta, cinquanta, sessanta ecc.), si designano gli anni dai quaranta in su: quella signora ha già passato gli anta.  

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-ando

suffisso di aggettivi derivati dal latino o formati in italiano, che continua il lat. -a°ndu(m) , desinenza del gerundivo, e indica dovere, necessità (esaminando , venerando). 

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-endo

suffisso di aggettivi o di aggettivi sostantivati, derivati dal latino o formati modernamente; continua il lat. -e°ndu(m) , desinenza del gerundio e del gerundivo (orrendo , stupendo); cfr. anche -ando.  

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desinente

agg. (gramm. , non com.) terminante, uscente. 

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