destinatore

s.m. nella teoria della comunicazione, chi indirizza un messaggio; emittente.

destinare

v. tr.  (1) decidere, stabilire in modo irrevocabile (anche assol.): gli dei avevano destinato così | definire, fissare: la riunione è rinviata a data da destinarsi  (2) assegnare, riservare per un compito, uno scopo, un uso determinato: destinare qualcuno a un ufficio ; destinare una somma alla beneficenza  (3) indirizzare, rivolgere: un romanzo destinato ai ragazzi.  

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destinatario

s.m. [f. -a] la persona cui è destinato qualcosa: il destinatario di una lettera | (ling.) in un atto comunicativo, il ricevente del messaggio | (dir.) persona cui si indirizza una norma. 

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destinato

part. pass. di destinare agg. nei sign. del verbo | essere destinato , essere riservato, dovere necessariamente: ogni creatura è destinata a morire ; un'impresa destinata al fallimento.  

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destinazione

s.f.  (1) il destinare, l'essere destinato | il fine, l'uso cui una cosa è destinata: la destinazione di una somma , di un bene  (2) luogo d'arrivo, meta: giungere a destinazione ; partire per destinazione ignota | il luogo a cui viene spedita una lettera, una merce ecc.: il baule non è ancora arrivato a destinazione  (3) residenza e ufficio assegnati a un impiegato, un funzionario ecc.: essere in attesa di destinazione.  

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destino

ant. distino, s.m.  (1) il susseguirsi degli eventi considerato come predeterminato da una forza superiore alla volontà e al potere umani: accettare il proprio destino | è destino che , è fatale, inevitabile che (2) sorte: predire il destino a qualcuno | spec. pl. le sorti, le vicende: i destini di un popolo  (3) (burocr.) destinazione; recapito: porto di destino , quello al quale è avviata una nave. 

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