di

ant. o dial. de, prep. [si può elidere davanti a vocale e si unisce agli articoli determinativi il , lo , la , i , gli , le formando le prep. articolate del , dello , della , dei , degli , delle]

1.  stabilisce una relazione di specificazione, in cui determina il concetto più ampio espresso dal nome da cui dipende, continuando la funzione che era stata del genitivo latino: il calore del sole ; il profumo delle rose ; i rumori della strada ; una giornata di primavera ; gli studenti del liceo | in dipendenza da nomi derivati da verbi il sostantivo retto da di può esprimere una specificazione soggettiva, designando il soggetto logico dell'azione (la partenza del padre ; il tramonto del sole), oppure oggettiva, designando l'oggetto dell'azione (l'uccisione dei prigionieri ; la scalata di una montagna ; una mangiata di pastasciutta)

2.  rientrano nell'ambito della specificazione talune relazioni particolari; di possesso o appartenenza: la casa di mio fratello ; gli impiegati del ministero | rispetto a un'opera, l'appartenenza può essere riferita al suo autore, inventore ecc.: un libro di calvino ; la «pietà» di michelangelo ; la legge di archimede | di parentela: la moglie del dottore ; la cugina di federico

3.  in funzione partitiva, indica un insieme di cui si considera o si sceglie solo una parte: tre dei suoi amici ; ciascuno di noi ; nessuno di voi ; il più bravo degli alunni ; l'alunno più bravo della classe | con valore più generico, talora pleonasticamente o in funzione di art. indet. pl.: nella botte c'è ancora del vino ; mangiammo del pane ; è uscita con dei conoscenti

4.  in dipendenza da nomi che indicano quantità, insieme, numero, oppure da aggettivi sostantivati o pronomi che indicano una quantità indefinita, introduce ciò a cui quella quantità o quell'insieme si riferisce: un chilo di pane ; una dozzina di uova ; un mucchio di cartacce ; un sacco di guai ; un minimo di prudenza ; un po' di pazienza ; niente di interessante ; nulla di nuovo ; che c'è di buono?

5.  davanti a un nome proprio (spec. di città, località, persona) in funzione denominativa, stabilisce una relazione di tipo appositivo: la città di roma ; il paese di cuccagna ; il nome di francesco è diffusissimo in italia ' un'analoga funzione si riscontra nelle locuzioni del tipo: quel matto del tuo amico ; un tesoro di ragazza

6.  limita l'ambito, l'aspetto per cui è valida una qualità, una condizione: sano di corpo ; buono d'animo ; tardo di riflessi ; superiore di numero ; conoscere qualcuno solo di nome | la qualità o la condizione può implicare un concetto di abbondanza o di povertà, privazione: un uomo ricco d'ingegno ; abbondare di denaro ; mancare di esperienza ; un paese privo di mezzi | di colpa o di pena: reo di omicidio ; accusare di tradimento ; multare di centomila lire ; macchiarsi d'infamia

7.  introduce l'argomento di un discorso, di uno scritto, di un'opera: discutere di sport ; dir bene di qualcuno ; un trattato di chimica ; un film di spionaggio | nel titolo di opere letterarie: «del principe e delle lettere», di v. alfieri

8.  nelle comparazioni può introdurre il secondo termine di paragone: mario è più alto di giovanni ; bologna è più a nord di firenze

9.  esprime una modalità: essere di buon umore ; andare di corsa ; lavorare di gran lena ; ridere di cuore ; bere tutto d'un fiato | la modalità può riferirsi a una qualità, una condizione permanente: un giovane d'ingegno ; un lavoro di ottima fattura | alla materia di cui qualcosa è fatta: una statua di marmo ; un muro di mattoni | a una quantità (misurabile o approssimativa) o a un'indicazione d'età, di stima o sim.: un pacco di cinque chili ; un'asta di tre metri ; roba di poco valore ; una classe di venti alunni ; un bambino di sei anni

10.  introduce una causa: scoppiare di caldo ; morire di sete ; piangere di gioia ; bagnato di sudore ; sporco di sangue 11 definisce un mezzo o strumento: cospargere d'olio ; sporcare d'inchiostro ; bagnare d'acqua ; lavorare di lima ; vivere di poco 12 stabilisce il fine o scopo: segnale d'allarme ; freno di sicurezza ; dama di compagnia 13 introduce una relazione di moto da luogo (in senso proprio o fig.): uscire di casa ; vieni via di lì! ; m'è uscito di mente ; di firenze 18 luglio , formula antiquata di datazione delle lettere | in correlazione con in : spostarsi di città in città ; va di male in peggio | con sfumatura di allontanamento o separazione: andar via di casa ; uscire di prigione 14 esprime origine, provenienza: essere di torino ; un avvocato di napoli | discendenza familiare, paternità: una ragazza di buona famiglia ; domenico di giovanni detto il burchiello | de , di presenti in molti cognomi italiani indicavano in origine la paternità o il nome della famiglia di appartenenza: di giovanni , de francesco , de rossi 15 seguita per lo più da un avverbio di luogo, può concorrere a stabilire anche le relazioni di stato in luogo, moto a luogo e moto per luogo, ma di fatto in questi casi è pleonastica: resta di qua ; vai di là in camera ; è passato per di lì 16 introduce una specificazione di tempo determinato: di mattina ; di domenica ; d'ottobre ; di carnevale ' può anche indicare un tempo continuato: un corso di tre mesi ; una lezione di due ore | in correlazione con in : di giorno in giorno ; di ora in ora 17 in correlazione con in , oltre alle funzioni locativa e temporale, può esprimere una funzione distributiva: di tre in tre 18 ha funzione rafforzativa in talune espressioni enfatiche: ne ha combinati di guai! ; ne va della nostra reputazione ; fare di questi errori! | compare pleonasticamente in espressioni di tipo predicativo: darsi del tu ; dire , rispondere di sì , di no 19 (ant. , lett.) esprime una relazione di compagnia o di unione: li alberi che misti eran di rose (d'annunzio) 20 introduce prop. infinitive con funzione di oggetto o di soggetto: crede di aver sempre ragione ; dice di non esserci mai andato ; è ora di partire ; mi sembrava di averti invitato | con funzione dichiarativa: ti prego di non farmi attendere ; ti consiglio di andare | con funzione consecutiva: è degno di essere lodato 21 concorre alla formazione di loc. prepositive: prima di , fuori di , dopo di , in luogo di, a causa di , invece di , di qua da , di là da ecc. | loc. avverbiali: di nuovo , di nascosto , di gran lunga , di quando in quando ecc. ' loc. congiuntive: di modo che , dopo di che ecc.

di-

prefisso presente in verbi composti di origine latina o di formazione moderna che, allo stesso modo del prefisso de- , continua la prep. lat. dì ; può indicare movimento verso il basso (discendere), privazione (diboscare , disperare) o può avere valore rafforzativo (distillare) [vedi de-]. 

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di-

prefisso presente in parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal pref. gr. di- , da dís 'due volte'; significa 'due, doppio' (dicroismo , digramma). 

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di-

vedi dis- 1. 

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dia-

primo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dalla prep. gr. diá ; vale 'attraverso, mediante', oppure denota differenza o separazione (diacronia , diafonia). 

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diabase

s.m. (min.) roccia granulare effusiva, di colore scuro, composta da labradorite e augite. 

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diabatico

agg. [pl. m. -ci] (fis.) si dice di trasformazione termodinamica che avviene con scambio di calore fra il sistema e l'ambiente; si contrappone a adiabatico.  

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diabete

s.m. (med.) malattia del ricambio degli idrati di carbonio, dovuta a insufficiente secrezione di insulina; è caratterizzata dall'aumento di zucchero nel sangue, dalla sua presenza nelle urine e da abbondante diuresi (è detto propr. diabete mellito) | diabete insipido , malattia dell'ipofisi caratterizzata da notevole aumento della diuresi. 

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diabetico

agg. [pl. m. -ci] che riguarda il diabete: disturbi diabetici agg. e s.m. [f. -a] che, chi è affetto da diabete: alimenti per (pazienti) diabetici.  

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diabetologia

s.f. branca della medicina che studia e cura il diabete. 

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diabetologo

s.m. [pl. -gi] medico specializzato in diabetologia. 

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