duplicare

v. tr. [io dùplico , tu dùplichi ecc]

1.  (non com.) raddoppiare: duplicare il guadagno | duplicare una lettera , una parola , (tip.) comporla due volte, per errore

2.  riprodurre in una o più copie; fare un duplicato: duplicare un documento.

duplicabile

agg. che può essere duplicato, riprodotto: un file è duplicabile.  

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duplicato

part. pass. di duplicare agg. (non com.) raddoppiato s.m.  (1) copia di un documento che sostituisce l'originale distrutto o smarrito, con identico valore giuridico: richiedere un duplicato | (estens.) copia, doppione in genere (2) (tip.) raddoppiamento di lettere o parole dovuto a errore di composizione. 

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duplicatore

s.m.  (1) apparecchio per la riproduzione di copie da un testo originale (2) duplicatore di frequenza , (elettr.) moltiplicatore di frequenza che fornisce in uscita una oscillazione di frequenza doppia di quella di ingresso (3) sistema ottico che consente di raddoppiare la distanza focale degli obiettivi fotografici. 

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duplicatura

s.f.  (1) (non com.) il duplicare; duplicazione (2) (tip.) duplicato. 

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duplicazione

s.f. il duplicare, l'essere duplicato: duplicazione di un documento.  

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duplice

agg. che si compone di due parti, anche non uguali; doppio: un duplice incarico ; un documento in duplice copia | che avviene fra due parti: duplice alleanza s.f. nell'ippica, scommessa fatta puntando sui cavalli che si prevedono vincenti in due corse consecutive § duplicemente avv.  

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duplicidentati

s.m. pl. (zool.) ordine di mammiferi (oggi più noti sotto il nome di lagomorfi) che hanno, dietro ai due incisivi superiori, un altro paio di incisivi molto piccoli | sing. [-o] ogni roditore appartenente a tale sottordine. 

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duplicità

s.f.  (1) l'essere duplice (2) (fig. non com.) finzione, falsità, doppiezza. 

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