egli

pron. pers. m. di terza persona sing. [f. ella ; pl. essi , eglino , ellino ; varianti ant., pop. o lett.: ei , e' , gli , ello , elli , el]

1.  nell'uso moderno si riferisce sempre a persona (per animale o cosa è usato esso) e si può impiegare solo in funzione di soggetto (nelle altre funzioni è sostituito dalle forme atone lo , gli o dalla forma tonica lui ; nell'uso parlato, e sempre di più anche nell'uso scritto, tende a essere sostituito da lui anche come pron. soggetto); viene per lo più sottinteso quando è evidente di chi si parli: appena (egli) entrò, tutti tacquero | si rafforza se è seguito da stesso , medesimo : venne egli stesso a riferire sull'accaduto

2.  nell'uso antico ricorre anche come soggetto di terza persona pl., anche riferito ad animale o cosa, oppure con funzione di complemento: come egli hanno tre soldi, vogliono le figliuole de' gentili uomini... per moglie (boccaccio dec. vii, 8); egli era un liofante (pulci); elessero... egli e' suoi discendenti (g. villani) | (ant. o lett.) con valore pleonastico in espressioni impersonali o interrogative (in quest'ultimo caso, posposto al verbo); funge anche da soggetto neutro: egli era in questo castello una donna vedova (boccaccio dec. ii, 2); che c'è egli mai...? (manzoni); foss'egli come voi dite! (sbarbaro).

eglino

anche ellino, pron. pers. m. di terza persona pl. (ant.) essi. 

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