elemosiniere

ant. elemosinario, elemosiniero, limosiniere [li-mo-si-niè-re], limosiniero, agg. e s.m. [f. -a] (rar.) che, chi fa molte elemosine s.m.

1.  (st.) nelle corti, dignitario incaricato di distribuire le elemosine

2.  (eccl.) presso la corte pontificia, arcivescovo che è a capo dell'elemosineria.

elemosina

ant. limosina [li-mò-si-na], lemosina, lemosena, s.f.  (1) il donare qualcosa a chi è in necessità per soccorrerlo nei suoi bisogni materiali; ciò che si dà per carità: dare , fare , chiedere l'elemosina ; vivere d'elemosina ; dare qualcosa in elemosina | ridursi all'elemosina , in miseria (2) l'obolo dato in chiesa durante la messa (3) (fig. spreg.) compenso irrisorio; favore, servigio fatto controvoglia o con atteggiamento di superiorità: non voglio la sua elemosina.  

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elemosinare

ant. limosinare, v. intr. [io elemò sino ecc.; aus. avere] chiedere l'elemosina, mendicare: vivere elemosinando | v. tr.  (1) chiedere come elemosina: elemosinare un tozzo di pane  (2) (fig.) chiedere con insistenza, in atteggiamento umile e poco dignitoso: elemosinare favori ; elemosinare l'attenzione , la comprensione altrui.  

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elemosineria

s.f. (eccl.) ufficio della santa sede per la distribuzione delle elemosine e delle elargizioni benefiche del papa. 

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