ella

pron. pers. f. di terza persona sing. [pl. esse , ant. elle , elleno ; variante ant. o pop. tosc. la]

1.  nell'uso moderno si riferisce sempre a persona ed è impiegato solo in funzione di soggetto; tuttavia nell'uso parlato, e sempre di più anche in quello scritto, ella tende a essere sostituito, anche in quest'ambito, da lei , cosicché è ormai sentito come forma antiq. o lett.: ella gli rimproverava spesso i suoi difetti ' si rafforza se è seguito da stesso , medesimo : se ne occupava ella stessa

2.  nell'uso antico poteva anche essere usato come complemento o designare animale o cosa: io non m'accorsi del salire in ella (dante par. viii, 13); la cosa non si risaprà e quando ella si risapessi, egli è usanza errare ed emendarsi (machiavelli) | (ant. o lett.) usato pleonasticamente o enfaticamente: tanto gentile e tanto onesta pare / la donna mia quand'ella altrui saluta (dante vita nuova); ella non andrà così che io non te ne paghi (boccaccio dec. ix, 5)

3.  (antiq.) equivale a lei , come pronome allocutivo di cortesia, anche rivolto a persona di sesso maschile (per lo più con iniziale maiuscola): signore, ella è tanto buona ch'io la guardo come potrebbe una figlia guardare suo padre (pellico); che vuol ella, eccellenza, il pezzo è bello (giusti).

elladico

agg. [pl. m. -ci] (lett.) dell'ellade, dell'antica grecia: civiltà elladica.  

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