eme

s.m. (chim. biol.) composto organico che costituisce la parte non proteica dell'emoglobina, alla quale conferisce il colore rosso e la caratteristica di trasportatore di ossigeno.

emenda

s.f. (ant.) (1) emendamento, correzione; riparazione di una colpa commessa: gran fallo aspetta gran flagello / quando debita emenda il cor non lava (ariosto o. f. xxxii, 41) (2) (dir.) rieducazione e recupero sociale del reo. 

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emendabile

agg. che si può emendare: errore emendabile.  

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emendamento

s.m.  (1) l'emendare, l'emendarsi, l'essere emendato (2) (filol.) correzione congetturale proposta per un testo corrotto o lacunoso in tutta la tradizione (3) nella terminologia parlamentare, modifica parziale, proposta o apportata a un progetto di legge durante la sua discussione: votare , respingere un emendamento.  

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emendare

v. tr. [io emèndo ecc.] liberare da difetti o imperfezioni; correggere: emendare lo stile , il carattere ' emendare un testo , (filol.) correggere gli errori della tradizione manoscritta | emendare un progetto di legge , modificarlo nel corso della discussione parlamentare | emendare un terreno , (agr.) migliorarne la costituzione fisico-chimica aggiungendovi gli elementi di cui è privo o troppo povero | emendarsi v. rifl. correggersi. 

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emendatio

s.f. (filol.) emendamento. 

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emendativo

agg. (non com.) che vale a emendare, correttivo. 

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emendatore

agg. e s.m. [f. -trice] che, chi emenda. 

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emendazione

s.f. emendamento. 

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emeralopia

s.f. (med.) (1) scarsa capacità visiva in ambiente molto illuminato (2) impropriamente, ma più comunemente, scarsa capacità visiva in ambiente poco illuminato. 

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emeralopo

agg. e s.m. [f. -a] (med.) che, chi è affetto da emeralopia. 

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