endecasillabo

agg. e s.m.

1.  si dice di verso il cui ultimo accento ritmico cade sulla decima sillaba, mentre gli altri accenti sono mobili entro certi limiti; è di undici sillabe quando l'ultima sillaba è piana, di dieci quando è tronca, di dodici quando è sdrucciola; è il verso più diffuso della poesia italiana: endecasillabo piano , tronco , sdrucciolo , a seconda che termini con una parola piana, tronca o sdrucciola (nel primo caso, di gran lunga il più comune, è appunto di undici sillabe, nel secondo di dieci, nel terzo di dodici) | endecasillabi sciolti , non collegati fra loro da rima

2.  nella metrica greca e latina, si dice di verso di undici sillabe fisse, nel quale cioè non era ammessa la sostituzione di due sillabe brevi con una lunga o viceversa; gli accenti metrici erano in posizioni diverse a seconda del tipo (endecasillabo saffico , alcaico ecc.).

ipermetro

agg. (metr.) si dice di verso che supera la misura regolare: endecasillabo ipermetro.  

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saffico

agg. [pl. m. -ci] (1) di saffo, poetessa greca vissuta nel sec. vii a. c.; relativo alla poesia, allo stile di saffo (2) (estens.) si dice del metro della lirica eolia prediletto da saffo e ripreso poi dai lirici latini: endecasillabo saffico (minore) , verso di undici sillabe risultante forse dall'unione di un ditrocheo con un aristofanio; (verso) saffico maggiore , di 15 sillabe, costituito da un endecasillabo saffico e un coriambo; strofe , ode...

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