fendere

v. tr. [pres. io fèndo ecc. ; pass. rem. io fendéi o fendètti (ant. féssi), tu fendésti ecc. ; part. pass. fenduto (ant. fésso)] (lett.)

1.  spaccare, tagliare per lungo: fendere le zolle con la zappa | (estens.) lacerare: e con l'agute scane / mi parea lor veder fender li fianchi (dante inf. xxxiii, 35-36)

2.  solcare, attraversare: fendere l'acqua , l'aria ; fendere la folla | fendersi v. rifl. spaccarsi, screpolarsi; riempirsi di fenditure: il fango disseccato si fende per la calura.

calca

s.f. folla, ressa: fare calca , affollarsi; fendere la calca , farsi largo. 

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teti

s.f. (poet.) mare: quando giason dal pelio / spinse nel mar gli abeti, / e primo corse a fendere / co' remi il seno a teti (monti). 

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fendente

s.m.  (1) colpo di sciabola vibrato di taglio, dall'alto verso il basso: tirare un fendente  (2) (estens.) colpo analogo dato con qualsiasi altra arma da taglio o con un bastone o un altro corpo contundente (3) nel calcio, tiro rapido e potente. 

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fendimento

s.m. (lett.) fenditura. 

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fendinebbia

agg. e s.m. invar. si dice di proiettori per autoveicoli (per lo più a luce gialla) che consentono una certa visibilità in caso di nebbia. 

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fenditoio

s.m. strumento da taglio che serve a praticare le spaccature nei fusti delle piante da innestare. 

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fenditore

s.m. (ant. , lett.) aratore. 

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fenditura

s.f. il fendere, il fendersi; spacco, spaccatura, fessura. 

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