imbracare

o imbragare, v. tr. [io imbraco , tu imbrachi ecc.]

1.  legare con cavi, catene e sim. un oggetto pesante per poterlo muovere o sollevare, o anche una persona affinché non rischi di cadere

2.  (non com.) mettere le fasce a un neonato.

imbragare

e deriv. vedi imbracare e deriv.  

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imbraca

o imbraga, s.f.  (1) parte del finimento dei cavalli da tiro costituita da una cinghia di cuoio che passa dietro le cosce, attaccata alla groppiera e alle tirelle (2) cinghia, fune, catena per l'imbracatura di oggetti o di persone (3) (non com.) fasciatura di neonato. 

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imbracatore

o imbragatore, s.m. chi è addetto all'imbracatura di carichi. 

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imbracatura

o imbragatura, s.f. operazione dell'imbracare; il modo con cui un carico è imbracato: un'imbracatura lenta , solida | l'insieme delle funi, delle cinghie o delle catene con cui s'imbraca: l'imbracatura del paracadutista.  

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imbracciare

v. tr. [io imbràccio ecc.] infilare, adattare al braccio: imbracciare lo scudo | imbracciare il fucile , appoggiarlo alla spalla sostenendolo con le braccia nella posizione adatta per sparare; (fig.) prepararsi a un combattimento, a uno scontro. 

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imbracciatura

s.f.  (1) l'imbracciare e il modo in cui s'imbraccia (2) le parti che servono per imbracciare qualcosa: l'imbracciatura dello scudo.  

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imbrachettare

o imbraghettare, v. tr. [io imbrachétto ecc.] in legatoria, montare su una piccola striscia di tela o di carta ripiegata in due (brachetta) tavole fuori testo o fogli staccati. 

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imbrachettatura

o imbraghettatura, s.f. l'imbrachettare, l'essere imbrachettato; il modo in cui s'imbrachetta. 

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