palleggiare

v. tr. [io palléggio ecc.]

1.  far saltare più volte una palla; far passare ripetutamente da una mano all'altra un oggetto: palleggiare un sasso , un bastone | (estens.) sollevare, sballottare più volte per gioco un bambino: dolcemente tra le mani alquanto / palleggiato l'infante, alzollo al cielo (monti)

2.  [con la particella pron., con valore reciproco] ricevere e rinviare più volte qualcosa dall'uno all'altro: palleggiarsi un'arancia | (fig.) scambiare, rinfacciare, attribuire ripetutamente l'uno all'altro: palleggiarsi un'accusa , una responsabilità , un insulto | v. intr. [aus. avere]

3.  giocare con la palla lanciandola in aria, per terra o contro un muro e poi riprendendola: i calciatori palleggiano di testa e di piede

4.  detto di due o più giocatori, lanciarsi e rilanciarsi la palla, per allenamento o per riscaldare i muscoli prima di un incontro: i tennisti palleggiano prima di cominciare il gioco.

palleggiamento

s.m. il palleggiare, il palleggiarsi (spec. fig.): un palleggiamento di responsabilità.  

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palleggiatore

s.m. [f. -trice] giocatore abile nel palleggio. 

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palleggio

s.m. il palleggiare, il modo in cui si palleggia: esercizi di palleggio ; un elegante palleggio | (fig.) scambio ripetuto: il palleggio delle accuse , delle responsabilità.  

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