passamento

s.m. (ant.)

1.  il passare; passaggio

2.  (fig.) morte.

passa

solo nella loc. avv. e passa , che, nell'uso fam., preceduta da un numerale cardinale, vale 'e oltre, e più': avrà un quarant'anni e passa (o quaranta e passa anni). 

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passa-non passa

loc. sost. m. invar. (mecc.) calibro per la determinazione differenziale, entro i limiti di tolleranza prestabiliti, di dimensioni esterne o interne. 

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passabile

agg. accettabile, discreto, abbastanza buono: un vino , un pranzo , un film passabile § passabilmente avv.  

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passacaglia

s.f. (mus.) danza di origine spagnola | composizione affermatasi dal sec. xvii, costituita da una serie di variazioni su un basso ostinato, di ritmo ternario e di andamento moderato: una passacaglia di frescobaldi , di bach.  

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passacarte

s.m. e f. invar. (fam.) chi, in uffici pubblici o privati, svolge mansioni di poco rilievo. 

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passacavo

s.m.  (1) (mar.) ogni guida su cui scorre un cavo (2) legatura per chiudere ad anello l'estremità di un filo o di un cavo metallico. 

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passafieno

s.m. invar. sorta di botola che mette in comunicazione il fienile con la stalla e permette di calare il fieno nella mangiatoia. 

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passafili

s.m. invar. in chirurgia, strumento per infilare negli aghi il filo da sutura. 

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passafilm

s.m. e f. invar. (cine. , tv) assistente al montaggio che revisiona le copie lavorate di un film. 

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passafilo

s.m. passacavo, nel sign. 2. 

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