rafia

o raffia [ràf-fia], s.f.

1.  (bot.) genere di piante arboree monocotiledoni originarie dell'africa e dell'america tropicale, con fusto grosso e breve e foglie gigantesche raccolte sulla sommità di esso (fam. palme)

2.  la fibra molto resistente che si ricava da tali piante, usata per lavori di intreccio, di ricamo e per la fabbricazione di reti, corde, stuoie ecc.

rafano

s.m. (bot.) genere di piante erbacee, annuali, biennali o perenni, dicotiledoni, originarie delle zone temperate; vengono coltivate per la radice, gustosa e a volte piccante; tra le specie più note, il ravanello e il cren o barbaforte (fam. crocifere). 

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rafe

s.m.  (1) (bot.) sporgenza lineare a forma di cresta che si rileva in certi semi e sul guscio di alcune alghe (2) (anat.) linea leggermente rilevata derivante dal naturale congiungimento di due strutture uguali in origine separate: rafe dello scroto.  

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raffa

solo nella loc. avv. di riffa o di raffa , in un modo o nell'altro. 

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raffacciare

v. tr. [io raffàccio ecc.] (ant.) rinfacciare. 

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raffaccio

s.m. (ant. , lett.) rinfaccio. 

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raffaella

solo nella loc. avv. alla raffaella , alla maniera di raffaello: capelli alla raffaella , lunghi fino alle spalle; cappello alla raffaella , basco largo come quello che compare nei ritratti del pittore. 

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raffaellesco

agg. [pl. m. -schi] di raffaello sanzio (1483-1520); che è conforme all'arte, allo stile pittorico di raffaello: composizione raffaellesca ; profilo , volto raffaellesco , la cui purezza di linee richiama quella delle figure di raffaello. 

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raffagottare

v. tr. [io raffagòtto ecc.] avvolgere in un fagotto, infagottare in qualche modo. 

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raffare

v. tr. (ant.) rapire, portar via a forza | v. intr. [aus. avere] nel gioco delle bocce, colpire la boccia avversaria o il boccino con la propria boccia fatta rotolare con forza sul terreno. 

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