rammendo

s.m. il rammendare; anche, la parte rammendata: fare un rammendo perfetto ; una tenda piena di rammendi | rammendo invisibile , che ricostruisce perfettamente la trama della stoffa | usato anche come agg. invar. : punto rammendo , nel ricamo a rete, punto assai semplice che si esegue passando e ripassando il filo nei forellini fino a riempirli.

frinzello

s.m. (non com.) (1) cucitura o rammendo grossolano e vistoso (2) (estens.) cicatrice deturpante. 

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rammendare

tosc. rimendare, v. tr. [io rammèndo ecc.] raccomodare uno strappo, un buco o la parte logorata di un tessuto per mezzo di fili passati a intreccio: rammendare una camicia , un calzino.  

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rammagliare

v. tr. [io rammàglio ecc.] aggiustare un tessuto lavorato a maglia: rammagliare le calze.  

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rammagliatrice

s.f.  (1) donna che esegue lavori di rammagliatura (2) macchina per rammagliare. 

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rammagliatura

s.f. l'operazione del rammagliare. 

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rammarcare

e deriv. vedi rammaricare e deriv.  

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rammaricare

poet. rammarcare, v. tr. [io rammàrico , tu rammàrichi ecc.] affliggere, amareggiare: quel ricordo lo rammaricava ancora | rammaricarsi v. rifl. dolersi, rincrescersi; esprimere il proprio dispiacere: è inutile ormai rammaricarsi ; si rammaricò di non averlo potuto aiutare.  

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rammaricazione

s.f. (non com.) afflizione, rammarico, lamento. 

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rammarichevole

agg. (ant.) che dà rammarico, amarezza; lamentevole: fredda, rammarichevole vecchiezza (bembo). 

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rammarichio

s.m. (rar.) il rammaricarsi di continuo, spec. con lamenti noiosi e reiterati: rammarichio d'infermi (manzoni p. s. xxxiv). 

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rammarico

poet. rammarco, s.m. [pl. -chi] il rammaricarsi; dispiacere, rincrescimento, rimpianto: il rammarico di non aver più incontrato una persona , di non aver manifestato un sentimento ; provare , sentire , esprimere rammarico ; non è senza rammarico che vi lascio.  

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