recidiva

s.f.

1.  (dir.) la condizione di chi, essendo già stato in precedenza condannato per un reato, ne commette uno o più altri: recidiva specifica , se il nuovo reato è della stessa natura del precedente; recidiva reiterata , se il nuovo reato è commesso da chi è già recidivo

2.  (med.) ricomparsa o riacutizzazione di una malattia apparentemente guarita o in via di guarigione; ricaduta.

recidivante

part. pres. di recidivare agg. (med.) si dice di processo morboso caratterizzato da recidiva. 

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recidivare

v. intr. [aus. avere] (1) (non com.) essere recidivo (2) (med.) ricomparire, riacutizzarsi (detto di malattia). 

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recidivo

agg. e s.m. [f. -a] (1) (dir.) che, chi dopo essere stato condannato per un reato ne commette un altro: un imputato recidivo ; i benefici di legge non si applicano per i recidivi  (2) (estens.) che, chi è ricaduto nella stessa colpa, nello stesso errore e sim. (3) (med.) chi è ricaduto nella stessa malattia; di malattia che si ripresenta o si riacutizza § recidivamente avv. con recidività. 

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recidere

ant. ricidere, v. tr. [pass. rem. io reci si, tu recidésti ecc. ; part. pass. reci so] (1) tagliare netto, mozzare, troncare: recidere i rami di un albero ; recidere una fune ; recidere una mano , la testa  (2) (ant.) intersecare, attraversare: noi ricidemmo il cerchio a l'altra riva (dante inf. vii, 100) | recidersi v. rifl. (non com.) tagliarsi, screpolarsi. 

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recidività

s.f. l'essere recidivo: recidività in una colpa.  

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