ricezione

meno com. recezione, s.f.

1.  (non com.) il ricevere: la ricezione di una merce

2.  (telecom.) il ricevere un segnale elettromagnetico emanato da un'emittente: ricezione telefonica , televisiva

3.  (sport) nella pallavolo, il tocco di palla con cui si riceve la battuta della squadra avversaria

4.  assimilazione di un elemento culturale | fortuna di un'opera artistica o letteraria presso un determinato pubblico.

filodiffusore

s.m. dispositivo di ricezione dei programmi radiofonici trasmessi mediante filodiffusione. 

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autodina

s.f. (telecom.) tipo di apparecchiatura atta alla ricezione radiotelegrafica. 

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antiradar

agg. invar. si dice di dispositivo che neutralizza o disturba la ricezione radar. 

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cablografista

s.m. e f. [pl. -sti] chi è addetto alla trasmissione o ricezione di cablogrammi. 

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cinescopio

s.m. tubo a raggi catodici impiegato negli apparecchi di ricezione televisiva per produrre le immagini. 

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ecometro

s.m. (mar.) apparecchio subacqueo per misurare, mediante l'emissione e la ricezione di onde sonore o ultrasoniche, la profondità del fondale | ecoscandaglio. 

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decoder

s.m. invar. nella pay-tv, apparecchio presso l'utente che decodifica il segnale trasmesso dall'emittente, consentendo la ricezione corretta del programma. 

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microtelefono

s.m. la parte dell'apparecchio telefonico che contiene i dispositivi di trasmissione e ricezione della voce; impropriamente è detto anche microfono o ricevitore , che designano invece propriamente due sue parti distinte. 

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direttività

s.f. (elettr.) nei dispositivi di trasmissione o di ricezione di onde elettromagnetiche, attitudine a irradiare o a captare i segnali in una determinata direzione, escludendo le altre; direzionalità. 

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ecogoniometro

s.m. (mar.) apparecchio che, mediante l'emissione di onde acustiche o ultrasoniche e la ricezione delle onde riflesse, consente la localizzazione di corpi immersi e la misurazione di distanze subacquee; sonar. 

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