terminazione

s.f.

1.  estremità, parte finale: le terminazioni dei cavi elettrici ; terminazioni nervose , le estremità delle fibre nervose

2.  (ling.) la parte ultima della parola; uscita, desinenza: la terminazione in "-are" dei verbi della prima coniugazione

3.  (non com.) il portare a termine; conclusione, fine: la terminazione del lavoro

4.  (dir.) l'atto del porre i confini

5.  (ant.) determinazione, decisione.

-ema

secondo elemento di parole composte della terminologia linguistica, tratto dalla terminazione di fonema ; significa 'minima unità, elemento non ulteriormente scomponibile' (monema , morfema). 

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desinenza

s.f. (gramm.) terminazione variabile di parola che si aggiunge a un tema per ottenere le varie forme della flessione: desinenza nominale , verbale.  

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pin

s.m. invar. in elettronica, ogni terminazione metallica che, innestandosi in uno zoccolo, stabilisce un contatto elettrico fra circuiti multipli o tra un componente e un sistema. 

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effettore

s.m. (fisiol.) terminazione nervosa che trasmette a un tessuto gli impulsi generati dai centri | organo o tessuto non nervoso, attivato da una fibra nervosa efferente | usato anche come agg. : organo effettore.  

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terminabile

agg. che ha un termine, che si può terminare: un lavoro terminabile entro una settimana.  

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terminabilità

s.f. (non com.) l'essere terminabile. 

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terminal

s.m. invar.  (1) air terminal (2) stazione d'arrivo e partenza di mezzi di trasporto pubblici. 

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terminale

agg.  (1) che segna il termine, il confine: pietra terminale di un podere  (2) che è al termine, che si trova nel punto in cui qualcosa ha fine: stazione terminale di un oleodotto ; parte terminale di un ramo ; fase terminale di una malattia , l'ultima e irreversibile fase di una malattia, che precede la morte; malato terminale , che si trova in tale fase s.m.  (3) (elettr.) parte estrema di un conduttore elettrico (4) (inform.) apparecchiatura che consente di prelevare o di...

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terminalista

s.m. e f. [pl. m. -sti] (inform.) tecnico di un centro di elaborazione dati addetto all'uso di un terminale. 

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terminare

v. tr. [io tèrmino ecc.] (1) portare a compimento; completare, finire, ultimare: terminare un'opera , un lavoro , gli studi  (2) (non com.) porre, segnare il termine, il confine (3) (ant.) definire, determinare; decidere | v. intr. [aus. essere] (4) aver fine, arrivare al termine: lo spettacolo termina a mezzanotte ; la strada termina qui | essere concluso, terminato da qualcosa: il percorso terminava in un sentiero impraticabile ; tutte le favole terminano con la morale ; la...

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terminativo

agg. (non com.) che serve a terminare. 

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termine

s.m.  (1) linea di delimitazione di una regione, di un territorio, di una proprietà e sim.; pietra o altro segno che indica un confine: il fiume segna il termine del podere ; i termini della pianura sono il mare da una parte e i monti dall'altra  (2) l'inizio e la fine del periodo di tempo in cui avviene qualcosa; più com., limite estremo di tempo entro il quale si può o si deve fare qualcosa: il termine per la presentazione di una domanda ; pagare , presentarsi entro i termini...

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terminismo

s.m. (filos.) indirizzo della logica medievale (secc. xiv-xv) che studiò le proprietà dei termini della proposizione, distinguendoli dai concetti e definendone con rigore usi e accezioni, sia sul piano semantico sia nella disposizione sintattica; nominalismo. 

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terminista

s.m. [pl. -sti] seguace, sostenitore del terminismo. 

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