termine

s.m.

1.  linea di delimitazione di una regione, di un territorio, di una proprietà e sim.; pietra o altro segno che indica un confine: il fiume segna il termine del podere ; i termini della pianura sono il mare da una parte e i monti dall'altra

2.  l'inizio e la fine del periodo di tempo in cui avviene qualcosa; più com., limite estremo di tempo entro il quale si può o si deve fare qualcosa: il termine per la presentazione di una domanda ; pagare , presentarsi entro i termini prescritti | termini processuali , (dir.) scadenze che regolano lo svolgimento del processo, stabilendo le condizioni di tempo per esplicare determinate attività, compiere determinati adempimenti | termine ordinatorio , la cui inosservanza non comporta nullità degli atti compiuti senza il suo rispetto; termine perentorio , la cui inosservanza comporta nullità degli atti; termine dilatorio , quello che impedisce di compiere alcune attività di rilievo giuridico prima della sua scadenza | contratto a termine , con scadenza fissata sin dal momento della stipulazione | nel termine di , entro, nel giro di: nel termine di due giorni è riuscito a finire tutto il lavoro | a breve , medio , lungo termine , a breve, media, lunga scadenza: a breve termine non farò altre vacanze

3.  il punto dello spazio o del tempo in cui qualcosa cessa di essere; estremità: al termine del sentiero c'è un laghetto ; giungere al termine del cammino ; il termine della vita , di uno spettacolo , della bella stagione ; è arrivato ormai al termine del suo discorso | porre termine a qualcosa , fare in modo che finisca | condurre a termine , portare a compimento | avere termine , finire | volgere al termine , essere verso la fine, sul punto di finire

4.  meta, punto a cui si tende, a cui qualcosa è rivolta: il termine delle aspirazioni , dei sacrifici , delle speranze | complemento di termine , (gramm.) quello che indica la persona o la cosa a cui è indirizzata l'azione espressa dal verbo

5.  punto, grado a cui si è giunti, in cui ci si trova: l'affare è giunto ormai a buon termine

6.  spec. pl. limite concesso a un determinato comportamento o imposto dalla convenienza, dal dovere, dalla buona educazione, dalle leggi; l'insieme dei fatti, delle condizioni, degli elementi convenuti che servono a definire una situazione, un contratto ecc.: restare entro i termini fissati ; quando perde la calma, sorpassa ogni termine ; tutto si può dire, se si resta nei termini dovuti ; l'affare è stato definito in questi termini ; non conosco ancora i termini della questione ; questi sono i termini del contratto , del pagamento ; la situazione sta in questi termini | essere in buoni , in cattivi termini con qualcuno , in buone o cattive relazioni

7.  ciascuno degli elementi che si considerano parti integranti di un tutto: i termini di un paragone , di una similitudine , di un sillogismo ; i termini della proposizione , i vari elementi che la costituiscono | in matematica: i termini di un'addizione , di una moltiplicazione , gli addendi, i fattori; i termini di una frazione , numeratore e denominatore; ridurre ai minimi termini , trasformare una frazione in un'altra di ugual valore in cui numeratore e denominatore siano primi tra loro; (fig. fam.) ridurre in piccole dimensioni o in cattive condizioni: povero vecchio, è ormai ridotto ai minimi termini

8.  parola, vocabolo: un termine letterario , regionale , dialettale ; termine tecnico , scientifico , filosofico ; il soggetto e il verbo sono termini essenziali della proposizione | a rigor di termini , attenendosi allo stretto significato delle parole ' in altri termini , in altre parole ' moderare i termini , moderare il proprio linguaggio | ai termini di legge , (burocr.) in conformità alla legge; indicando esattamente la legge cui ci si riferisce | mezzo termine , (fam.) espediente che non risolve, che non è efficace: è inutile andare in cerca dei mezzi termini ; senza mezzi termini , con parole chiare, senza sotterfugi.

addendo

s.m. (mat.) ogni termine di una somma. 

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angiopatia

s.f. (med.) termine generico per indicare qualsiasi malattia del sistema vascolare e linfatico. 

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abusato

part. pass. di abusare agg.  (1) nei sign. del verbo (2) troppo usato, logorato dall'uso: termine abusato.  

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ana

avv. (med.) termine usato nella compilazione delle ricette mediche galeniche per indicare che due o più ingredienti devono entrare nella composizione in parti uguali. 

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ad quem

loc. agg. invar. nel linguaggio storico, giuridico e filologico, indica il termine cronologico finale a cui ci si riferisce; si contrappone a post quem.  

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assegnato

part. pass. di assegnare agg.  (1) stabilito; concesso: fare una cosa entro il termine assegnato | affidato: compiere bene il lavoro assegnato | porto assegnato , merce spedita contro assegno (2) (ant.) moderato, parco. 

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antifrasi

s.f. figura retorica che consiste nell'usare ironicamente un termine o una locuzione, con significato opposto a quello proprio (p. e. è un genio , per dire 'è uno stupido'). 

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abilitante

part. pres. di abilitare agg. nei significati del verbo | corso abilitante , corso di specializzazione al termine del quale viene rilasciato un diploma di abilitazione professionale. 

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terminabile

agg. che ha un termine, che si può terminare: un lavoro terminabile entro una settimana.  

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terminabilità

s.f. (non com.) l'essere terminabile. 

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terminal

s.m. invar.  (1) air terminal (2) stazione d'arrivo e partenza di mezzi di trasporto pubblici. 

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terminale

agg.  (1) che segna il termine, il confine: pietra terminale di un podere  (2) che è al termine, che si trova nel punto in cui qualcosa ha fine: stazione terminale di un oleodotto ; parte terminale di un ramo ; fase terminale di una malattia , l'ultima e irreversibile fase di una malattia, che precede la morte; malato terminale , che si trova in tale fase s.m.  (3) (elettr.) parte estrema di un conduttore elettrico (4) (inform.) apparecchiatura che consente di prelevare o di...

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terminalista

s.m. e f. [pl. m. -sti] (inform.) tecnico di un centro di elaborazione dati addetto all'uso di un terminale. 

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terminare

v. tr. [io tèrmino ecc.] (1) portare a compimento; completare, finire, ultimare: terminare un'opera , un lavoro , gli studi  (2) (non com.) porre, segnare il termine, il confine (3) (ant.) definire, determinare; decidere | v. intr. [aus. essere] (4) aver fine, arrivare al termine: lo spettacolo termina a mezzanotte ; la strada termina qui | essere concluso, terminato da qualcosa: il percorso terminava in un sentiero impraticabile ; tutte le favole terminano con la morale ; la...

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terminativo

agg. (non com.) che serve a terminare. 

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terminazione

s.f.  (1) estremità, parte finale: le terminazioni dei cavi elettrici ; terminazioni nervose , le estremità delle fibre nervose (2) (ling.) la parte ultima della parola; uscita, desinenza: la terminazione in "-are" dei verbi della prima coniugazione  (3) (non com.) il portare a termine; conclusione, fine: la terminazione del lavoro  (4) (dir.) l'atto del porre i confini (5) (ant.) determinazione, decisione. 

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terminismo

s.m. (filos.) indirizzo della logica medievale (secc. xiv-xv) che studiò le proprietà dei termini della proposizione, distinguendoli dai concetti e definendone con rigore usi e accezioni, sia sul piano semantico sia nella disposizione sintattica; nominalismo. 

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terminista

s.m. [pl. -sti] seguace, sostenitore del terminismo. 

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