enunciato

antiq. enunziato, s.m.

1.  l'insieme di parole con cui si afferma o si nega qualcosa | l'enunciato di un teorema , (mat.) la parte in cui si espone ciò che si deve dimostrare

2.  (ling.) sequenza sintatticamente definita di parole che esprime un senso compiuto

3.  in logica, espressione linguistica di cui ha senso dire che è vera o falsa agg. (ant.) suddetto, già menzionato.

autoreferenza

s.f. in logica, il fatto che in un enunciato si affermi qualcosa sull'enunciato stesso. 

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apofantico

agg. [pl. m. -ci] (filos.) dichiarativo, assertivo: enunciato , giudizio apofantico.  

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agrammaticale

agg. (ling.) che non rispetta le normali regole della lingua: enunciato agrammaticale.  

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fattuale

agg. (filos.) che riguarda una realtà di fatto; reale, effettivo | enunciato , giudizio fattuale , la cui verità dipende dall'esperienza § fattualmente avv.  

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dualità

s.f.  (1) qualità di ciò che è composto di due elementi o principi (2) (filos.) il rapporto esistente tra due principi antitetici e irriducibili l'uno all'altro (3) principio di dualità , (mat.) quello che afferma che un enunciato (postulato o teorema) relativo a due enti matematici (punto-retta, retta-piano, punto-piano ecc.) è trasformabile in un altro altrettanto valido scambiando un ente con l'altro e adattando opportunamente l'enunciato stesso. 

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enunciare

o enunziare, v. tr. [io enùncio ecc.] (1) esporre con proprietà di termini un concetto, una questione e sim.: enunciare un teorema , una teoria ; enunciare i fatti  (2) (lett.) affermare, dire (3) (ant.) preannunciare. 

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enunciativo

o enunziativo, agg. che tende o vale a enunciare | proposizione enunciativa , (gramm.) che esprime semplicemente un'affermazione o una negazione. 

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enunciazione

rar. enunziazione, s.f.  (1) l'enunciare; anche, ciò che si enuncia: enunciazione chiara , sommaria ; l'enunciazione di una regola , di un teorema  (2) (ling.) il processo che genera l'enunciato. 

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