figlio

s.m.

1.  ogni individuo rispetto a chi l'ha generato; in opposizione a figlia indica il generato di sesso maschile: figlio legittimo , illegittimo ; figlio naturale , adottivo ; ha due figli, un maschio e una femmina ; il figlio ha dieci anni, la figlia otto ; educare , adottare , crescere un figlio ; le femmine degli animali proteggono i loro figli ' il figlio , (teol.) la seconda persona della santissima trinità | i figli di dio , gli uomini | figlio di papà , chi è favorito nella vita e nella carriera dalla posizione del padre ricco e influente | figlio di mamma , giovane timido, inesperto, soggetto più del dovuto alla protezione della madre | figlio di cane , di buona donna , di puttana , espressioni ingiuriose, usate talora anche in tono scherzoso | figlio di nessuno , trovatello; (fig.) chi non ha protettori influenti | figlio d'arte , attore discendente da una famiglia d'attori | figlio della lupa , (st.) bambino minore di otto anni, che faceva parte delle organizzazioni giovanili fasciste | i figli d'adamo , i figli d'eva , tutti gli uomini. dim. figlietto pegg. figliaccio

2.  (estens.) ragazzo, giovane (a cui si guarda con simpatia, affetto o anche con compassione): è un bravo figlio ; povero figlio, quanti torti ha subito! | appellativo affettuoso che si rivolge a una persona cara come un figlio: «figli carissimi», cominciò il parroco nella sua predica

3.  (estens. lett.) il cittadino nei confronti della patria o del paese di origine: tu non altro che il canto avrai del figlio, / o materna mia terra (foscolo a zacinto)

4.  appartenente a congregazione religiosa: i figli del sacro cuore di gesù

5.  (fig.) chi, per essere vissuto in un'epoca particolare o essere stato educato in una determinata cultura, ideologia, dottrina, ne rispecchia gli aspetti più tipici: d'annunzio fu un figlio del suo tempo | (lett.) prodotto, risultato, frutto (di un evento, un comportamento, un'ideologia e sim.): il romanticismo europeo è figlio della rivoluzione francese.

figlioccio

s.m. [f. -a ; pl. f. -ce] chi è stato tenuto a battesimo o a cresima rispetto al padrino o alla madrina. 

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figliolanza

s.f.  (1) l'insieme di tutti i figli: una numerosa figliolanza  (2) (lett.) la relazione che lega il figlio al padre o, per estens., l'allievo al maestro, un evento all'ideologia, alla teoria che lo produce e sim.: figliolanza spirituale , intellettuale.  

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figliolo

o figliuolo , s.m. [f. -a] figlio (ma con sfumatura più familiare e affettuosa di significato): un bravo figliolo ; allevare , amare qualcuno come un figliolo ; una bella figliola , una bella ragazza | il figliol prodigo , si dice di chi torna alla retta via dopo un periodo di sbandamento o torna a ciò che aveva precedentemente abbandonato (dalla nota parabola evangelica del figlio che fa ritorno alla casa del padre). dim. figlioletto , figliolino accr....

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abiatico

s.m. [f. -a ; pl. m. -ci] (lomb.) nipote di nonno, figlio del figlio o della figlia. 

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adottivo

agg. che è divenuto tale in seguito a un atto di adozione: figlio , padre adottivo.  

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adulterino

agg.  (1) relativo, conseguente ad adulterio: figlio adulterino  (2) (fig. rar.) falso, adulterato, contraffatto. 

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accasare

v. tr. far sposare un figlio o una figlia | accasarsi v. rifl. metter su casa, sposarsi. 

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adozionismo

o adozianismo, s.m. (teol.) dottrina eterodossa cristiana diffusa nei secc. ii e iii, che sosteneva la natura umana di cristo, figlio di dio per adozione. 

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adottato

part. pass. di adottare agg. e s.m. [f. -a] che, chi è assunto come figlio adottivo (legittimo) da persona diversa dal padre e dalla madre. 

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adottare

v. tr. [io adòtto ecc.] (1) (dir.) assumere un figlio altrui in qualità di figlio legittimo tramite l'istituto dell'adozione (2) (fig.) far proprio; scegliere, seguire: adottare un sistema di vita | adottare un libro di testo , sceglierlo come testo di studio per una classe in una data materia (3) (fig.) prendere, attuare: adottare un provvedimento , misure urgenti.  

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figliare

v. tr. [io fìglio ecc.] (1) partorire (detto di animali); nel passato si usava anche riferito alle donne | (estens. lett.) detto di pianta o di terreno, emettere germogli, produrre frutti (2) (fig. lett.) produrre, causare un effetto: l'intolleranza figlia violenza.  

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figlia

s.f.  (1) ogni individuo di sesso femminile rispetto a chi l'ha generato: ha due figlie ' figlia d'eva , donna | figlie di maria , della misericordia e sim., nome di appartenenti ad associazioni o congregazioni religiose femminili. dim. figlietta pegg. figliaccia  (2) (estens.) ragazza, giovane: egli contava di maritarsi con una figlia del suo paese (a. verri) (3) cedola che si stacca dalla matrice di un bollettario e si dà come ricevuta (4) (fig.) prodotto, risultato,...

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figliale

vedi filiale 1. 

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figliastro

s.m. [f. -a] figlio di altro letto del coniuge. 

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figliata

s.f. l'insieme dei piccoli di un animale nati dallo stesso parto: una figliata di porcellini.  

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figliatura

s.f. (non com.) l'azione del figliare; il periodo dell'anno in cui gli animali figliano. 

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